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Economia

Università di Genova, rapporto Almalaurea: occupazione ancora in difficoltà

Genova. Il XIII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati conferma un quadro occupazionale complessivamente in difficoltà, seppure con un’intensità minore rispetto a quella dell’anno passato. Persiste dunque la crisi, in un contesto in cui i segnali di ripresa dell’economia a livello mondiale vedono l’Italia con tassi di crescita più ridotti; permangono così forti incertezze sulle prospettive dell’occupazione e particolarmente sugli squilibri che penalizzano le donne, il Mezzogiorno e, soprattutto, i giovani.

“Un motivo in più – commenta Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea – per sottolineare che sarebbe un errore imperdonabile sottovalutare la questione giovanile o tardare ad affrontarla; non facendosi carico di quanti, anche al termine di lunghi, faticosi e costosi processi formativi, affrontano crescenti difficoltà ad affacciarsi sul mercato del lavoro, a conquistare la propria autonomia, a progettare il proprio futuro”. In questo contesto, conclude il professore di Statistica, “la laurea rimane comunque un investimento, che garantisce nell’arco della vita più occupazione e guadagni migliori. Un investimento necessario per scommettere sullo sviluppo del Paese”.

L’indagine ha riguardato complessivamente oltre 7.500 laureati di Genova. La sintesi qui riportata riguarda 3.294 laureati triennali e 1.428 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Genova nel 2009 e intervistati dopo un anno; 998 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Genova nel 2007, intervistati dopo tre anni; 949 laureati pre-riforma del 2005, intervistati dopo cinque anni.

Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali di Genova, è pari al 51%, un valore superiore alla media nazionale (46%). L’occupazione tiene per i laureati di Genova di primo livello. Tra gli occupati triennali di Genova, il 34% è dedito esclusivamente al lavoro, il 17% coniuga la laurea specialistica con il lavoro. Chi continua gli studi con la laurea specialistica è il 55%: il 38% è impegnato esclusivamente nella laurea specialistica, mentre, come si è detto, il 17% studia e lavora. Il 7,5% dei laureati triennali di Genova non lavorando e non essendo iscritti alla laurea specialistica, si dichiarano alla ricerca di lavoro.

Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge, a un anno dalla laurea, 38 laureati su cento di primo livello di Genova (la media nazionale è del 39%). Il lavoro atipico (contratti a tempo determinato, collaborazioni, ecc.) coinvolge 43 laureati su cento di Genova, come nel complesso dei laureati di primo livello. Il guadagno (sintesi tra chi lavora esclusivamente, la maggioranza, e chi studia e lavora) si attesta su valori di poco inferiori alla media nazionale: a un anno dalla laurea i laureati di primo livello di Genova guadagnano 971 euro mensili netti; la media nazionale è di 982 euro.

L’analisi deve tenere conto che si tratta di giovani che nella maggioranza dei casi continua gli studi, rimanda cioè al post-laurea di tipo specialistico il vero ingresso nel mondo del lavoro. Cosa avviene, dunque, ai laureati specialistici a un anno dalla laurea? Il tasso di occupazione è buono: a dodici mesi dalla conclusione degli studi risulta occupato il 62,5% dei laureati specialistici dell’Università di Genova; un valore superiore alla media nazionale del 55,7%. Ma c’è anche il 15% dei laureati che continua la formazione (è il 16% a livello nazionale). Chi cerca lavoro è il 23% dei laureati specialistici di Genova, contro il 28,5% del totale laureati.
A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per il 38% dei laureati di Genova (è il 35% nella media nazionale). Il lavoro atipico coinvolge il 44,5% dei laureati specialistici di Genova (è il 46% nel complesso degli specialistici biennali).

Un campanello d’allarme è dato, a livello nazionale, dalla robusta crescita del lavoro nero tra i laureati del 2007 a quelli del 2009. I laureati occupati, nel loro complesso, senza contratto, a un anno, raddoppiano nel collettivo degli specialistici biennali raggiungendo il 7%. I laureati specialistici biennali di Genova senza contratto sono il 5,5%. Il guadagno è di poco superiore alla media nazionale: 1.106 euro mensili netti, contro i 1.078 del complesso dei laureati specialistici.

Le crescenti difficoltà occupazionali incontrate dai giovani, neo-laureati compresi, negli ultimi anni si sono inevitabilmente riversate anche sui laureati di più lunga data, anche se occorre sottolineare che, col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano considerevolmente. Per la prima volta vengono indagati i laureati biennali specialistici di Genova tre anni dal titolo: sono 998 quelli coinvolti nell’indagine, con un tasso di risposta dell’88%. Il 79% è occupato, più del complesso dei laureati specialistici a tre anni (75%). Il 13% risulta ancora impegnato nella formazione. Chi cerca lavoro è l’8%. La quota di occupati stabili cresce apprezzabilmente (di 34 punti percentuali) tra uno e tre anni dal titolo, raggiungendo il 72% degli
occupati (la media nazionale è del 62%). Spariscono sostanzialmente i senza contratto (2%, come a livello nazionale). Le retribuzioni nominali arrivano, a tre anni, a 1.355 euro mensili netti (è di 1.313 a livello nazionale).

Le condizioni di lavoro migliorano ancora nel tempo: i laureati di Genova del 2005 (sono 949 laureati pre-riforma quelli indagati, con un tasso di risposta del 74%), intervistati dopo cinque anni raggiungono un tasso di occupazione dell’87%. Migliorano la stabilità (che coinvolge il 78% dei laureati) e il guadagno che è di 1.407 euro mensili netti; a livello nazionale è di 1.321 euro.