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Cronaca

Scatta il trasferimento profughi nelle Regioni, Pastorino: “Siamo all’oscuro”

Genova. “In 48-60 ore Lampedusa sarà abitata solo dai lampedusani”. Ad assicurarlo è stato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in visita oggi nell’isola per verificare di persona lo stato dell’emergenza immigrati. Nel mentre, da Roma, il Ministro Maroni dava il via al Piano di trasferimento dei profughi dall’isola. Ma nei Comuni, tra cui Genova, che hanno dato disponibilità all’accoglienza, in attesa di precise direttive dal Viminale, non è arrivata alcuna informazione.

“Il piano avviato oggi- ha garantito Maroni – porterà entro poche decine di ore all’evacuazione totale da Lampedusa dei cittadini extracomunitari” e in ogni caso, i tunisini arrivati sull’isola, in quanto clandestini, “saranno accolti nei centri che ci sono già e in quelli ulteriori che abbiamo dovuto predisporre e, poi, saranno tutti rimpatriati in Tunisia. Questo è l’accordo che abbiamo fatto con le autorità tunisine – ha spiegato Maroni – che si sono impegnate, aiutate da noi, a fermare gli sbarchi. Credo che le autorità abbiano ben compreso la necessità di intervenire e penso che, se l’accordo verrà attuato, nel giro di poco tempo si concluderà l’emergenza con il rimpatrio dei clandestini ma soprattutto con la prevenzione dei flussi così ingenti che sono arrivati dalla Tunisia”.

Per quanto riguarda la sistemazione dei migranti “ho proposto – ha ricordato il ministro – un piano per una distribuzione equa degli immigrati in base al numero degli abitanti. Sentirò le Regioni, mi auguro che ci sia la solidarietà invocata da Napolitano”. Ma dalla Conferenza unificata in corso a Palazzo Chigi, secondo prime indiscrezioni, il ministro dell’Interno avrebbe lasciato alle stesse Regioni la scelta dei siti. Non solo, è proprio il piano per l’equa distribuzione dei profughi a preoccupare le amministrazioni locali. Bruno Pastorino, assessore alle politiche abitative del Comune di Genova, ha ribadito la linea espressa fino a ieri: “Prime partenze dei profughi? Qui non sappiamo niente, non ci hanno ancora detto niente – ha sottolineato – mi sembra che oggi il Governo abbia avuto un’accellerazione sul ‘Ghe pens mi’, senza una concertazione adeguata. Sarebbe estremamente grave, dopo la grande apertura dimostrata da Comuni e Regione, esautorarli nel momento decisivo e soprattutto non porterebbe ad esiti positivi. Dopo la Conferenza unificata di oggi abbiamo in programma una serie di incontri sotto la regia della Regione per analizzare la situazione dell’accoglienza nelle quattro aree provinciali, ma a oggi non abbiamo ricevuto altre informazioni”. Ancora ignoti, anche nel genovese, i luoghi deputati all’accoglienza. “Finchè non sappiamo l’entità degli arrivi e se siano uomini donne e bambini non possiamo procedere. Comunque come già detto pensiamo a soluzioni piccole in modo da garantire dignità alle persone ed evitare il rischio baraccopoli”.

Intanto da due traghetti di Grandi Navi Veloci, l’Excelsior e La Superba, oltre 2.000 posti il primo, circa 3.000 il secondo, saranno impiegate nell’emergenza umanitaria, messi a disposizione dalla compagnia dopo la richiesta del Prefetto di Palermo. “Il primo traghetto si sta avvicinando all’isola per imbarcare i passeggeri – spiega Roberto Martinoli, presidente e ad di Grandi Navi Veloci – anche se per ora, per motivi di riservatezza, non ci è stata comunicata la destinazione, mentre il secondo partirà questa sera da Genova per raggiungere l’isola venerdì. Per noi – prosegue Martinoli – si tratta, ovviamente di un viaggio particolare e, di conseguenza, abbiamo fatto un lavoro di alcuni giorni con la Prefettura di Palermo per programmare al meglio la gestione di imbarchi e sbarchi per le quali avremo a bordo il supporto delle forze dell’ordine. Non é la prima volta che i traghetti fanno servizi di questo tipo – conclude Martinoli – e la nostra compagnia ha grande esperienza nel trasporto di persone dai paesi del Nord Africa, visto che noi serviamo già, con le nostre linee, Tunisia e Marocco”.