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Sanità: l’Italia unita divide Medici e Regione

Genova. L’unità d’Italia divide medici e Regione. Oggi la FIMMG ha spiegato in una conferenza stampa i motivi per cui si dice no alla richiesta dell’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo di mantenere gli studi medici aperti nella giornata di mercoledì 16 marzo.

“Non siamo assolutamente d’accordo sull’idea di non rispettare una norma nazionale che prevede nei giorni prefestivi di poter tenere chiuso l’ambulatorio e in funzione  il servizio di guardia medica – ha spiegato Francesco Prete, segretario regionale medici di famiglia – Questa normativa non può essere disattesa, soprattutto considerando il fatto che in Liguria i problemi della medicina del territorio sono moltissimi e la Regione non ne ha risolto mai uno.
I costi che potrebbero venire dalla nostra assenza dallo studio sono essenzialmente un risparmio per il servizio sanitario pubblico. In tutta la regione un turno di guardia medica, infatti, ha un costo di circa 20.000 euro.

Ma la polemica continua anche su altri fronti.

“Questo incontro è un’occasione per fare il punto della situazione riguardo alle cure sul territorio che non sono state considerate dal piano sanitario. Oltre duecento pagine in cui c’è solo un riferimento alle cure territoriali. Si rimanda poi ad un ulteriore piano sanitario che ormai da 7 mesi non è più stato minimamente valutato, non si sa chi deve dirigerlo e nessuno ci ha più contattato per avere un nostro parere – spiega Angelo Canepa, segretario provinciale FIMMG”.

Tra i problemi più importante resta l’informatizzazione. “Noi abbiamo assolutamente bisogno di far fronte ad uno sviluppo per la modernizzazione del territorio che venga informatizzato come prevedono tutti piani sanitari nazionali e come tante regione hanno giù messo in atto, dalla Lombardia al Friuli,  dalla Val D’Aosta all’Emilia Romagna fino alla Toscana. Noi ad oggi non abbiamo nessuna progettualità di tipo informatico.
L’informatizzazione è uno strumento fondamentale perché ci consente inoltre di fornire dati ai colleghi dei pronti soccorsi e degli ospedali su tutti i nostri pazienti.

Abbiamo inoltre il problema dei certificati online che facciamo a nostre spese sia come strumento che come tempo, e a settembre si aggiungerà il problema delle ricette online. La gazzetta ufficiale del 21 febbraio  – conclude Canepa –  impegna la Liguria a questo tipo di attività e quindi dovremo organizzarci in qualche modo perché fino ad oggi la Regione è stata muta su questo argomento”.