Sampdoria e lo spettro della B: reminiscenze dell’ultima retrocessione - Genova 24
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Sampdoria e lo spettro della B: reminiscenze dell’ultima retrocessione

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Genova. All’epoca la divisa aveva un colletto bicolore a contrasto e i calzettoni a bande orizzontali bianche e blu. Correva l’anno calcistico 1998-1999 e la Samp retrocedeva dopo 17 anni consecutivi in serie A.
Il triste verdetto arrivò alla penultima giornata a causa di un rigore segnato da Klas Ingesson in un Bologna-Sampdoria finito (2-2). Un campionato concluso con 37 punti in classifica, 9 vittorie, 10 pareggi, 15 sconfitte. Terzultima in classifica, prima di Vicenza ed Empoli, con 38 gol fatti e 55 subiti.
Oggi, quando mancano 8 partite alla fine del campionato, la Sampdoria ne ha fatti 31 di punti, 7 vittorie, 10 pareggi, 13 sconfitte. Ha segnato  25 gol e ne ha subiti 34. Certo parliamo di altri tempi, altri campionati. C’erano ancora 18 squadre in serie A, mentre oggi sono 20.
All’epoca, fu un fallimento inaspettato, arrivato dopo un 8° posto nel campionato precedente, che permise a Spalletti e ai suoi di giocare anche la coppa Uefa. Si, le analogie sembrano essere molteplici, e non solo per il fatto che anche Di Carlo e Cavasin sono pelati come Spalletti.
Le cause? Un mercato estivo (1998) che indebolì molto la squadra, e la preparazione molto anticipata per permettere alla Samp di partecipare all’Intertoto.
Anche quest’anno il calciomercato della società blucerchiata è stato un buco nell’acqua, e dopo un inizio esaltante in campionato, e la partecipazione ai preliminari Champions League. Le cose sono cominciate davvero ad andare male. Fuori dall’Europa dopo la sconfitta con il Werder Brema, fuori dalla Coppa Italia, sconfitta nel derby di andata, dimissioni del dg Sergio Gasparin, le cessioni di Antonio Cassano al Milan (dopo il grave litigio con il presidente Riccardo Garrone), e di Giampaolo Pazzini all’Inter, non adeguatamente sostituiti nella sessione di calciomercato invernale.
La Samp che retrocesse 13 anni fa ebbe anche altri problemi. A complicare le cose, infatti, c’era anche l’incomprensione tra allenatore (Luciano Spalletti) e i giocatori. L’attuale allenatore dello Zenit San Pietroburgo, venne esonerato a campionato in corso per poi essere richiamato.

Altra analogia con la Sampdoria di oggi? Gli infortuni di giocatori importanti. Certo, una squadra con altri nomi, anche noti: Ferron, Grandoni, Hugo, Franceschetti, Lassissi, Balleri, Pecchia, Doriva, Laigle, Iacopino, Castellini, Palmieri, Montella. Ma anche quest’anno la Samp non doveva certo ritrovarsi a lottare per la salvezza.
Prima Di Carlo poi Cavasin hanno dovuto fare i conti con uno spogliatoio con le stampelle: giocatori come Palombo, Lucchini, Pozzi, Semioli sicuramente lasciano un vuoto incolmabile in una rosa già distrutta.
Che dire, noi il gufo sul divano non ce lo vogliamo, ma speriamo che queste profezie da bar dello sport non si avverino.