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S. Margherita, passerella a mare intitolata a Raffaele Bottino

Santa Margherita. La passerella a mare tra Santa Margherita e Paraggi è stata intitolata a Raffaele Bottino, ingegnere e sindaco. E’ stata una manifestazione sobria ma densa di sentimenti autentici, una celebrazione che sarebbe piaciuta al compianto ex primo cittadino, la cui memoria è stata affidata sia alle parole del sindaco De Marchi,  vice di Raffaele Bottino tra il 1985 il 1989, sia a quelle del figlio Angelo.

La scelta del 17 marzo, da parte dell’amministrazione, non è stata casuale: leggere la figura di Raffaele Bottino nel solco di questo anniversario era il modo migliore per consegnarne l’impegno civile al patrimonio morale di tutti i sammargheritesi, di qualunque estrazione politica passata o presente. “Una bella giornata, per la nostra città, sebbene scalfita da alcune assenze che sottolineiamo di sfuggita: quella del sole a benedire l’intitolazione e a vestire di luce lo straordinario panorama che si gode da quel lembo di lungomare, e quella di associazioni cittadine che pure si erano fatte promotrici di questa intitolazione – spiega il primo cittadino – Quest’assenza è per noi motivo non di polemica ma di rammarico, giacché se tante sono le occasioni per affermare punti di vista legittimamente diversi, meno sono quelle in cui si possono placare i dissidi in nome del comune senso delle istituzioni o, più semplicemente, dell’umano ritrovarsi fianco a fianco per tributare a un illustre concittadino il riconoscimento che merita”.

Tra i presenti, invece, i consiglieri d’opposizione Chiarelli e Balsi. “A testimonianza del fatto che la politica può anche unire per demandare a sedi più consone la discussione amministrativa, che a sua volta non deve mai tramutarsi nella delegittimazione del prossimo – conclude De Marchi – Ci piace comunque pensare che chi ha scelto di non esserci sia stato costretto da impegni improrogabili, e che vi saranno altre occasioni per affermare insieme lo straordinario “privilegio” che il destino ci ha concesso: quello di essere sammargheritesi”.