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S. Margherita, Dietro le quinte dell’Unità d’Italia: Vittorio Civitella a Spazio Aperto

Santa Margherita. A Spazio Aperto, in via dell’Arco, ritorna Vittorio Civitella, saggista e ricercatore storico, per parlare, questa volta, di Risorgimento. Lo fa, com’è sua consuetudine, rifuggendo la retorica dei sentimenti e i toni apologetici e celebrativi.
Dopo aver, in altra sede, trattato di recente, in chiave storico-biografica, la figura del più celebrato protagonista di Pastrengo, il Generale Alessandro Negri Conte di Sanfront, Civitella ci propone ora una breve ancorché “scientifica” rivisitazione di parte della diplomazia (dalla più occulta alla più palese) che ha animato le vicende della seconda parte del contesto risorgimentale: quella relativa alla conquista del Regno delle Due Sicilie.

A corollario della quale egli si sofferma con moderata empatia su alcuni risvolti “scomodi” delle vicende del Sud quali “i fatti di Bronte” e la repressione punitiva dei moti contadini nel resto della Sicilia occupata. Civitella applica alla narrazione della Storia criteri paradigmatici che bollano a priori tutte le distorsioni che s’accompagnano a visioni e a versioni di parte, più o meno espresse in buona o cattiva fede: “La Storia – egli sottolinea – non è quella che si vorrebbe fosse, ma è un processo in continuo divenire dove solo la verità acclarata, per scomoda che sia nei suoi risvolti più reconditi, conferisce ad essa la compiutezza di cui abbisogna per essere responsabilmente tramandata”.