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S. Margherita, Associazione Marittimi da Diporto: “Ben venga il nuovo porto”

Santa Margherita. Sul progetto del nuovo porto, presentato recentemente, i pareri sono discordanti. Ma oggi, dopo il parere favorele di Giorgio Parodi,  presidente dell’ordine ligure degli arcihitetti, anche l’A.Ma.Di (Associazione Marittimi da Diporto), nata nel 1995 a Santa Margherita Ligure, afferma con chiarezza il proprio assenso al nuovo progetto.

“Con queste modifiche al porto, mi sentirei di portare la barca a Santa anche nel periodo invernale.” A parlare è un capitano di lungo corso, facente parte dell’A.Ma.DI., imbarcato da anni su yachts di grandi dimensioni. La sua affermazione trova unanime consenso tra altri colleghi imbarcati su unità anche maggiori. In sostanza la realizzazione di un molo di sottoflutto consentirebbe la messa in sicurezza del porto
eliminando l’onda di riflusso e la risacca che ancor oggi sono presenti con mare da sud est e sud ovest.

“La razionalizzazione dei posti barca, consentendo alle unità di ormeggiare nei pressi dei giardini pubblici, offrirà agli ospiti l’opportunità di scendere direttamente nel centro del paese – continuano i membri di A.Ma.Di. – C’è chi dice che a Santa abbiamo già perso tante occasioni. Tutti noi ci ricordiamo del porto negli anni 60-70, quando le barche erano costrette ad ormeggiare in terza fila. C’erano lavoro ed opportunità per tutti sia in mare che nell’indotto a terra. Poi l’immobilismo dei politici di fronte ai primi progetti di adeguamento e la problematica delle bandiere ombra, furono i motivi di un lento ma inesorabile declino.
Quando venne costruito il porto di Rapallo le maggiori unità si spostarono definitivamente e Santa divenne sempre più un porto di passaggio o rifugio temporaneo. In tutti questi anni, non siamo riusciti neppure a rendere sicuro un Porto che già esisteva, decretandone di fatto il suo declino e l’uscita dalle rotte e dal business dei grandi Yachts. Basti pensare che la spesa giornaliera di uno yacht di medie dimensioni si aggira, tra ormeggio, spesa per servizi, spesa alimentare e varie, sui 1000-1500 euro al giorno”.

“Ora, seppure in ritardo di decenni, si può ridare alla città un porto che possa essere dichiarato tale” affermano. “Negli anni abbiamo visto nascere porti in paesi dove la nautica non aveva la nostra storia e tradizione. In Turchia, in Grecia ma anche in Tunisia e Spagna ed ora pure in Croazia e Montenegro.
In ogni parte sono nate nuove ‘Marine’ che si contendono il mercato dei grandi yachts, sia commerciali che privati, cercando di portarli il più possibile vicino al centro del paese. In questi siti sono proliferate le ggenzie di servizi, gli Yacht Chandler, le officine meccaniche e tutto quanto legato alla nautica, ma hanno incrementato il lavoro, portando benefici e benessere, anche a ristoranti, bar, boutiques e a tutti i negozi in genere con un incremento sostanziale dell’occupazione”.

“Oggi di fronte all’opportunità di un cospicuo investimento nell’area portuale con ricadute sia sulla sua sicurezza e fruibilità che occupazionali, sembra illogico e stolto dire ‘ no’ a priori – conclude Oscar Borghini, presidente A.Ma.Di. – Un molo di sottoflutto di altezza appena adeguata ad impedire la risacca all’interno non è certo il motivo per bocciare un progetto importante adducendo motivazioni opinabili, frutto di nessuna esperienza del settore ma solo di battaglie ideologiche. Santa ha bisogno di un rilancio, non si vive di sole Agenzie immobiliari, boutiques, profumerie o pseudocultura. I nostri giovani hanno bisogno di vere opportunità lavorative, meglio se commisurate con le nostre tradizioni marittime. I veti incrociati dei soliti noti e di chi vive su posizioni consolidate, sono il vero cancro della nostra città. A nostro parere : Ben venga il nuovo Porto”.