Quantcast

Rapallo, nuovo gazebo del comitato anti depuratore via Betti: “Area Ronco, la più adatta”

Rapallo. Continua l’impegno del “Comitato anti depuratore in zona via Betti-Rapallo centro”, che ringrazia tutte le persone che continuano a sostenere la sua attività e tutti i firmatari che hanno permesso, anche in questi giorni in cui non sono stati allestiti gazebi, di superare le 1500 adesioni.

L’attività del Comitato è quella di rimettere in discussione la scelta di collocare, nel sito di via Betti bassa (zona parcheggio ex scalo ferroviario), l’impianto di trattamento secondario delle acque reflue. “La nostra attività è quella di dare espressione alle problematiche che coinvolgono l’intera collettività e che non sono manifestazioni particolaristiche e personalistiche – ribadisce il presidente Matteo Ginocchio – infatti la scelta di costituirsi come ‘Comitato cittadino’ tiene conto della valenza pubblica di un’opera così importante come quella di un impianto di depurazione da 90 mila abitanti”.

Il Comitato cittadino ritiene che la realizzazione della nuova parte di impianto nel parcheggio adiacente alla ferrovia abbia conseguenze su tutta la città in termini di: flussi di traffico (sono stimati circa 10.000 camion solo per il trasporto della terra di scavo da e per l’autostrada per le principali vie cittadine – via Mameli, via della Libertà, via Zignago, via Trieste, via Bolzano); possibilità di sosta (azzeramento di circa 200 parcheggi nella zona centrale nella fase di costruzione dell’opera, in particolare gli attuali parcheggi di via Betti/scalo ferroviario, piazzale Daneri e lungo via Bolzano); sicurezza e salute (aumento dell’inquinamento atmosferico lungo le vie interessate dal passaggio di camion e già sottoposte ad alti livelli di immissione dei gas di scarico delle auto, interferenze con le attività di pronto soccorso quali ambulanze e vigili del fuoco, e con l’attività scolastiche, in particolare sono interessate le scuole, di diverso ordine e grado, Liceti, Giustiniani, Marconi, Emiliani, Rainusso, Gianelli).

“Riteniamo, infatti, che la complessità del cantiere sia destinata a comportare per molti anni (circa otto) il blocco del normale svolgimento delle attività quotidiane, con ricadute facilmente ipotizzabili anche sulle attività commerciali e turistiche di Rapallo – spiegano dal comitato – Lo scavo si trova in zona rossa del Piano di Bacino e con una falda di acqua nel sottosuolo a soli 4 metri di profondità, gli edifici di civile abitazione (condomini, palazzine e villini) coinvolti dall’intervento in un raggio di cento metri sono 30, di cui 6 ad una distanza inferiore ai 10 metri dallo scavo; l’area di cantiere comprende le tubazioni del gas e dell’acquedotto Chiavari – Rapallo – Santa Margherita, oltre ad altri servizi interrati (come telefonia ed impianti elettrici) dovuti al trovarsi in un’area densamente abitata. La realizzazione dell’opera nel sito ad oggi scelto, quindi, è destinata ad avere inaccettabili implicazioni di carattere urbanistico, ambientale, sanitario ed economico”.

Il Comitato si è avvalso di diverse figure professionali a supporto della percorribilità tecnica di altre soluzioni, in particolare sulla possibilità di trasferire tramite tubazioni la parte di nuova realizzazione in altro sito meno problematico. “Siamo lieti di apprendere che la nostra attività tecnica abbia condotto all’identificazione di una scelta alternativa concreta in cui collocare l’impianto di seconda fase di depurazione, cioè località Ronco – continua – questo sito, infatti, si caratterizza per minore complessità ed invasività, permettendo una riduzione dei tempi di cantierizzazione; una riduzione dei costi, anche sociali, dell’intervento e in futuro, una più semplice gestione dell’impianto”.

Il comitato spiega inoltre che l’area proposta limita fortemente i disagi sul centro urbano della città sotto il profilo del traffico e del conseguente inquinamento atmosferico e acustico in quanto si trova ad una minore distanza dal casello autostradale; si caratterizza per essere un’area defilata, fino ad oggi sotto utilizzata, in cui si può prevedere la realizzazione interrata dell’opera, permettendo in superficie altri utilizzi (posteggi, aree verdi, ecc.) e si trova in una zona a bassa densità edilizia non comportando conseguenze dirette su edifici di civile abitazione. Il prossimo gazebo informativo e per la raccolta di adesioni sarà allestito domani in piazza Cavour, lato chiesa.