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Cronaca

Rapallo Nuoto, i dipendenti temono il licenziamento: “Vogliamo risposte”

Rapallo. “Siamo allo stremo delle forze, al limite massimo di sopportazione”. Gli otto dipendenti del Asd Rapallo Nuoto lanciano l’ennesimo grido d’allarme, dopo che l’incontro con l’assessore regionale al Lavoro, Enrico Vesco, non ha dato gli esiti sperati, ma anzi ha creato una serie di domande, per ora, senza risposta.

“Abbiamo appreso dall’assessore che la nostra società non ha diritto ad accedere al trattamento di Cig perchè il nostro ente previdenziale è l’Enpals e non l’Inps, presso cui abbiamo comunque una posizione aperta- spiegano i dipendenti che sottolineano, in merito all’erogazione della Cig, a oggi, non hanno ricevuto “nemmeno un euro”. E rivolgendosi in primis alla Regione aggiungono: “Nessuno, né il Sindaco, né il Consulente del lavoro, nè la Regione stessa al momento della presentazione della richiesta ha fatto presente il problema, almeno avremmo potuto attivarci immediatamente per effettuare ad ottobre i passi che, invece, abbiamo potuto compiere solo da gennaio in poi”.

Dall’incontro in Via Fieschi è emerso inoltre come unica soluzione possibile la stipula di una convenzione tra i due Enti Previdenziali (Inps ed Enpals) ma qui “sorgono altri due gravissimi problemi, in primis i tempi: trattandosi di due Enti enormi, con una quantità impressionante di pratiche, difficilmente troveranno il tempo per otto poveri lavoratoti la cui unica colpa è di versare i contributi all’ Ente sbagliato. Secondo, e ben più grave, esiste il rischio più che fondato che tale convenzione ammesso che si attui abbia il validità a partire dal momenti della stipula e che quindi non copra il periodo precedente” cioè i cinque mesi intercorsi da ottobre a oggi.

A complicare ulteriolmente la situazione, la notizia di una probabile proroga per la Cig per altri sei mesi, richiesta dalla società stessa. “Visto lo stato delle cose, difficilmente questa richiesta potrà essere accolta e quindi, dal momento che il Rapallo è una società sportiva senza fonti di reddito, temiamo fortemente il licenziamento”. E questo nonostante la riapertura dell’impianto, almeno per la stagione estiva, sembrasse una certezza, dopo l’esito del bando di gara che ri-affidava al Rapallo Nuoto la gestione della piscina.

“Evidentemente se la dirigenza ha richiesto questa proroga, siamo di fronte non più a una certezza ma a una vana speranza – commentano preoccupati e aggiungono – sappiamo che la Società Sport Management di Verona, nostra concorrente nella gara d’appalto, ha fatto ricorso al Tar contro il Comune di Rapallo e il 7 Aprile verrà emanata la sentenza”. Dalla decisione del tribunale Amministrativo dipendono variabili importanti per il futuro degli stessi lavoratori: se il giudice desse ragione alla Società di Verona la posizione dei dipendenti diventerebbe incerta, se invece il ricorso fosse rigettato, non si sa se i lavori di rifacimento del tetto saranno terminati o compatibili con la riapertura delle parte estiva della struttura.

“Siamo davvero giunti al limite massimo di sopportazione – concludono – in tutti questi mesi abbiamo continuato a credere e sperare, contro tutto e tutti, in una risoluzione positiva di questa allucinante situazione ma oggi, all’inizio del sesto mese senza stipendio, con la prospettiva concreta di essere licenziati, in caso di rifiuto della proroga della cassa in deroga, e di non percepire nulla di tale cassa per i mesi passati, non ce la facciamo più”.
Mentre l’assessore Vesco tornerà a chiedere un intervento del ministro del Lavoro Sacconi, per arrivare a una soluzione della vertenza, lunedì prossimo il sindaco di Rapallo, Mentore Campodonico, incontrerà gli otto dipendenti, fortemente preoccupati per il possibile licenziamento. Solo due dei lavoratori sono under 30, mentre uno, dopo più di trentanni all’associazione dilettantistica, Rapallo Nuoto, è a soli due anni dal pensionamento.