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Rapallo, Capurro su depuratore: “I problemi dell’area Viacava si possono risolvere”

Rapallo. Armando Ezio Capurro, consigliere comunale, ha inviato una lettera all’assessore regionale Renata Briano, all’assessore provinciale Paolo Perfigli e al sindaco Mentore Campodonico per parlare ancora una volta del dupuratore cittadino, in vista dell’incontro che si terrà in Provincia il prossimo lunedì per individuare il sito idoneo alla sua collocazione.

Capuro si riferisce in particolare alle obiezioni relative all’area alternativa di Viacava-Ronco. Secondo il consigliere, infatti, le problematiche di cui si parla si possono risolvere. “In merito all’esistenza di un pozzo di acqua potabile (sottoposto a tutela del Dlgs 152, art.94), il vincolo consiste solo in 10 metri di tutela assoluta dal punto di inedificabilità e 200 metri di zona di rispetto – spiega – ma possono essere assunte cautele progettuali, come ad esempio i tubi incaminati, che nel nostro caso partirebbero dal ponte zona Siggi”.

In merito alla presenza di due rivi, Capurro spiega: “Esistono questi due rivi senza affluenti (che anche adesso dopo le continue piogge sono asciutti), cartografati da Piano di Bacino come corsi d’acqua significativi, per i quali vale una fascia di inedificabilità di 10 metri al fuori dei centri urbani – continua – questi rivi sono attualmente già incanalati”.

“Evidenzio, inoltre, che il progetto del depuratore di Rapallo consiste nell’implementazione del sistema di filtraggio a completamento dell’esistente impianto di trattamento primario ubicato in Via Betti – conclude – Quindi, si è sempre considerato come ampliamento dell’esistente. L’impianto di pretrattamento di via Betti, infatti, non viene spostato e  viene considerato  idoneo per  essere collegato al nuovo impianto di filtrazione. Pertanto anche per la realizzazione nell’ex area Viacava va tenuto fermo il concetto di ampliamento applicato per via Betti.  Si ricorda, infine, che le distanze degli edifici alla porzione di nuovo impianto sono per via Betti tra i 2 e i 10 metri per sei abitazioni/condomini e tra 28 e 70 metri per otto abitazioni e condomini, mentre per l’area Viacava esiste solo un rustico che non pare abbia destinazione abitativa”.