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Cronaca

Porto Santa Margherita, De Marchi: “Referendum? Lo faremo e perderanno”

Santa Margherita Ligure. Dopo la lettera pubblica inviata dal sindaco ai cittadini di Santa Margherita, in cui lo stesso De Marchi chiedeva alle Associazioni ambientaliste, e non solo, “un’apertura al dialogo e al confronto per non sacrificare, in nome di una decadenza dorata, i sogni di quei giovani che ambiscono a vivere in una Santa Margherita ancor più affascinante di oggi”, il progetto di prolungamento del Porto di Santa Margherita continua a scatenare polemiche.

Oggi è arrivata la contromossa da parte delle associazioni tirate in ballo dal sindaco, in particolare ‘Gente di Liguria’ e ‘Amici Monte di Portofino’. Le due associazioni hanno fatto recapitare sulla scrivania di De Marchi una loro lettera in cui chiedono l’istituzione di un referendum popolare sul progetto di ampliamento del porto, in particolare sui due moli, la diga foranea e la banchina dei vaporetti, i punti salienti che stanno suscitando un acceso dibattito nell’opinione pubblica sammargheritese. Gente di Liguria e Amici del Monte hanno poi ricordato al sindaco che tutte le associazioni ambientaliste non sono favorevoli e che anche il Sovrintendente ai Beni artistici e culturali della Liguria “ha dichiarato la propria contrarietà al progetto”.

“Le nostre associazioni si sono rese disponibili a discutere e persino a farsi promotrici di un dibattito sulla riqualificazione dell’area del retro-porto – hanno spiegato Marco Delpino e Raffaello Uboldi rispettivamente coordinatore di ‘Gente di Liguria’ e presidente dell’associazione internazionale ‘Amici del Monte di Portofino’ -, a patto che siano stralciati i previsti prolungamenti dei moli. La società, tuttavia, ha fatto sapere che il progetto non ammette modifiche sostanziali, per cui ‘prendere o lasciare'”.

“Il referendum? – ha risposto salomonico De Marchi – non ci scandalizziamo di certo. Si farà nei tempi e nei modi più corretti, dopo che, naturalmente la cittadinanza sarà informata a dovere, in modo cioè che sappia bene per cosa viene chiamata a votare”. I tempi non si preannunciano brevi, considerato che nel regolamento comunale non c’è traccia di referendum, o come dice De Marchi: “Vorrebbero che io facessi subito quello che loro stessi non hanno fatto nei dieci anni precedenti”. Il riferimento, non troppo velato, è per Marco Delpino, il coordinatore di Gente di Liguria autore della missiva: “Se Delpino intende governare – aggiunge poco dopo De Marchi – prima ci metta la faccia e si candidi”. Tornando all’ipotesi del referendum, l’amministrazione comunale dovrà prima dotarsi di un regolamento e “decidere chi, con autorevolezza e imparzialità lo dovrà gestire”. Serviranno in pratica più di un paio di mesi e quindi, con l’estate di mezzo, la convocazione alle urne potrebbe slittare a settembre-ottobre. “Premesso che si tratta pur sempre di un referendum consultivo, uno strumento che quindi non potrà togliere al consiglio comunale il suo ruolo decisionale e centrale – conclude in punta di fioretto De Marchi – se comunque sarà necessario lo faremo e Delpino perderà”.