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Osservatorio regionale per la Ricerca, Pdl: “La Regione spende 240 mila euro”

Regione. “La Sinistra ligure predica bene e razzola male”  così dichiarano i consiglieri regionali del Pdl Rosso, Scajola e Gasco che spiegano: “prima anche in Regione gli esponenti della Maggioranza e la Giunta protestano per la riforma dell’Università promossa dal Governo giustificando la propria indignazione con la scusa che in questo modo si penalizza la ricerca ma poi, nei fatti, dell’Università genovese se ne infischiano e invece di far collaborare le strutture regionali preposte alla ricerca ed alta formazione con l’Ateneo genovese affidano un incarico anche retribuito a Liguria Ricerche”.

La Regione Liguria, precisano i tre esponenti del Pdl,  ha istituito nel 2007 l’Osservatorio regionale sul sistema della ricerca, dell’Innovazione dell’alta formazione creando sul bilancio regionale un capitolo finalizzato proprio alle spese di funzionamento con una dotazione di 50 mila euro “per un totale fino ad oggi – rendono noto Rosso, Scajola e Gasco – di 200.000 mila euro più i 40 mila messi a bilancio per il 2011”.

Questo Ente, fanno sapere i consiglieri regionali del Pdl che su questa struttura hanno presentato un interrogazione scritta chiedendo delucidazioni ed approfondimenti,  ha lo scopo di promuovere, sviluppare, valorizzare la ricerca, l’innovazione e le attività universitarie e di alta formazione “peccato però – dicono Rosso, Scajola e Gasco – che  mentre da principio per supportarne l’operatività l’Osservatorio si era avvalso dell’Università degli Studi di Genova,specificatamente del Dipartimento Scienze Antropologiche,  successivamente ha deciso di affidare l’incarico a Liguria Ricerche”.

Secondo i tre esponenti del Popolo della Libertà siamo al solito “bluff” per “camuffare” qualche attribuzione di incarico “ passi che l’Osservatorio collaborasse con l’Università, ma con la tirata in ballo di Liguria Ricerche anche quel poco di utilità che poteva avere viene persa”.

“In questo modo rimane solo l’amara constatazione che non solo vengono spesi i soldi dei contribuenti liguri in operazioni che non hanno proprio  finalità di diretta utilità per i cittadini,  ma questi vengono anche dissipati affidandoli ad una società regionale che ancora non si è ben capito che cosa produca ”, concludono Rosso, Scajola e Gasco.