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Ospedale Recco, Capurro: “La Regione dia almeno certezze sulla Casa della Salute”

Recco. Non termina mai la lunga agonia dell’ospedale Sant’Antonio di Recco. Dopo le innumerevoli proteste per evitare la sua chiusura, ultime delle quali il corteo funebre per le vie della città, con tanto di saracinesche dei negozi abbassate a lutto, e l’incatenamento dei manfiestanti ai cancelli, lunedì i contestatori occuperanno la struttura sanitaria. Forse proprio l’ultimo gesto di lotta per salvare lo storico nosocomio fondato nel lontano 1183. Intanto il sindaco Dario Capurro si rivolge alla Regione, in particolare all’assessore alla Sanità Claudio Montaldo, e chiede un segnale forte.

“La mia vicinanza alla gente è totale, anche perché so che tra i manifestanti ci sono molti lavoratori. Oltre all’offerta sanitaria che rischia di andare completamente a scomparire, infatti, ci sono anche decine e decine di persone che rischiano il posto di lavoro senza sapere nulla del proprio futuro – spiega il sindaco Dario Capurro – Lunedì, purtroppo non potrò esserci perché sarò a Milano per impegni di lavoro, ma ho già promesso ai manifestanti che li andrò a trovare martedì sera al mio ritorno”.

E il sostegno non arriva solo dal primo cittadino di Recco, ma anche da tutti gli altri amministratori del comprensorio, che compatti hanno già preso parte alle precedenti iniziative di lotta per la salvezza dell’ospedale. “Spero che tutto questo serva almeno a tenere alta l’attenzione sul problema e che spinga la Regione a deliberare, entro il 23 marzo (giorno previsto per la chiusura del polo), l’avvio della procedura di gara per la Casa della Salute e quindi il rinnovamento di tutta la piastra ambulatoriale. Ce lo avevano garantito e almeno questo dovrebbero mantenerlo”.