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Politica

Ospedale Busalla, Idv: “No a chiusura totale, serve presidio per codici bianchi”

Busalla. Il gruppo regionale di Italia dei Valori ed il responsabile territoriale IdV per la Valle Scrivia Antonello Barbieri intervengono in merito alla chiusura del punto di primo intervento dell’ex ospedale di Busalla, accogliendo le preoccupazioni degli abitanti della Valle Scrivia.

“La particolare orografia e viabilità della Valle – scrivono in una nota Stefano Quaini, consigliere regionale IdV e
Antonello Barbieri, responsabile IdV Valle Scrivia – certamente rappresentano un punto a sfavore rispetto alla centralizzazione dei pazienti che, nonostante la popolazione nel periodo estivo raggiunga anche le 40mila unità, vengono sempre e comunque indirizzati verso gli ospedali cittadini. La nostra preoccupazione è rivolta ovviamente anche agli impianti industriali della zona ed alla loro particolare caratteristica che merita una riflessione rispetto alle tematiche della sicurezza e dell’intervento sanitario in caso di incidenti”.

“Siamo certamente consapevoli della grave situazione economica e della necessità di trattare le patologie con sistemi integrati in rete che centralizzino verso strutture a più elevata complessità, pur tuttavia ci sembra irrinunciabile avere e mantenere un punto di riferimento che svolga funzioni di trattamento in caso di codici bianchi (patologie a bassa complessità) e che consenta di dare risposte in tempo reale alla popolazione. Questo anche per scaricare gli ospedali dell’area genovese, ed il pronto soccorso di Villa Scassi in particolare, dal trattamento di patologie minori per le quali i tempi di attesa divengono eccessivi ed anche completamente antieconomici per il sistema. Si pensi a questo proposito, e solo a titolo d’esempio, al ruolo che potrebbe assumere la diagnostica radiologica in situ per l’abbattimento delle liste d’attesa dell’area genovese. Ovviamente va mantenuto, e se possibile rafforzato, il ruolo del 118 territoriale”.

“Proponiamo quindi di introdurre una mediazione ed una trattativa che consenta di non eliminare completamente un presidio che, essendo posizionato in un contesto particolare, merita tutta l’attenzione affinché il sistema sanitario fornisca risposte adeguate ai cittadini, opponendoci con forza al tentativo di distruzione della sanità pubblica offerto dal governo Berlusconi. Un disegno scellerato che colpisce e penalizza sempre più pesantemente la sanità della Liguria con tagli indiscriminati ed insostenibili, a tutto vantaggio dell’assistenza privata”.

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