Occupazione ospedale Recco: Montaldo denuncia, il Pdl aderisce - Genova 24

Occupazione ospedale Recco: Montaldo denuncia, il Pdl aderisce

funerale ospedale Recco

Recco. Si susseguono le polemiche dopo le affermazioni dell’assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo, che avrebbe minacciato di denuncia i responsabili dell’occupazione dell’ospedale Sant’Antonio di Recco.

“Io ho detto che si sta interrompendo un servizio pubblico perché nell’ospedale ci sono ancora persone malate che meritano rispetto – spiega l’assessore – Tutte le attività diagnostiche e la radiologia continueranno anche dopo, ma quello che devono capire i cittadini è che non si torna indietro. Che la medicina, quella che loro chiedono, è a Rapallo, a soli 5 chilometri di distanza. Abbiamo ben 25 posti di medicina, più 19 di cure intermedie, indispensabili per il bacino del Tigullio occidentale, ma anche per parte di quello che faceva perno su Recco. Ci si deve rendere conto che gli ospedali piccoli vanno superati perché non sono utili e perché ci sono ragioni economiche impellenti. Invito tutti a non fare atti che siano lesivi anche per gli altri cittadini. I traslochi devono riprendere, anche perché alcune attrezzature devono essere trasferite urgentemente a Villa Scassi, dove ci sono persone che attendono di essere operate”.

Critica la posizione di Matteo Rosso, capogruppo regionale del Pdl nei confronti delle affermazioni di Claudio Montaldo. “La minaccia di denuncia è davvero grave e dimostra insensibilità nei confronti di persone che non occupano l’ospedale per dorimirci dentro o perché non sanno cosa fare, ma per difendere in tutti i modi un minimo di sanità a Recco – dichiara – Tutti capiamo che l’ospedale non ci sarà più, ma si protesta per aver almeno qualcosa in alternativa: albulatori, ad esempio e qualche posto di degenza”.

“L’assessore continua a promettere, ma non si vede nulla. Noi domani mattina, come gruppo regionale, saremo presenti per testimoniare la nostra solidarietà. Il golfo Paradiso è grande e non ci sono ancora neppure i collegamenti per l’ospedale di Rapallo e per il San Martino – conclude – Il Sant’Antonio potrà chiudere solo quando ci saranno delle valide alternative. Nel frattempo noi saremo lì a difenderlo”.