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Musso: “Pdl congelato, Pd disastroso, serve una rivoluzione copernicana”

Genova. “Non scambio la mia posizione politica per una poltrona, tantomeno con quella della Provincia, ente per altro che a mio avviso sarebbe da eliminare”. Il senatore Enrico Musso, ex Pdl, smentisce ancora una volta le voci che corrono sul suo conto. Nessun passaggio all’Udc, come paventato nei giorni scorsi, ma al Gruppo del senato che, oltre a SVP e Autonomie (tra cui Union Valdôtaine, Maie, Io Sud, Movimento Repubblicani Europei), ospita anche l’Udc. “Per due ragioni – spiega Musso – una prettamente tecnica, per questioni burocratiche, e una più politica: a differenza del Gruppo Misto, questo è più coeso e può essere considerato un embrione del famoso polo moderato, alternativo all’attuale governo”. Ma non c’è neanche un ipotetico “ticket” con la Vincenzi per le prossime amministrative: “Io sono un candidato assolutamente alternativo al centrosinistra – dice Musso – candidabile anche da altri partiti, ma questo saranno poi loro a deciderlo”.

Appoggiata o meno da Fli, che già a livello locale ha più volte dato la sua disponibilità, o da forze di centro, la Lista Civica di Musso alle amministrative 2012 non sarà comunque appannaggio esclusivo della politica: “Non farò il Grillo della situazione sventolando la bandiera dell’antipolitica, ma il mio metodo politico non segue i riti dei partiti. Se poi sulla base del programma qualcuno si mostrerà interessato, vedremo. In un anno e mezzo cambieranno molte cose”. Il riferimento alla politica nazionale e al riverbero sulla scena locale è d’obbligo: il centrosinistra genovese continua ad arrovellarsi sul dilemma primarie si e primarie no, mentre il centrodestra è ancora alla ricerca di un nome, dopo che i vertici Pdl hanno più volte ribadito il secco no al candidato Musso. “Non è aria e ne ho preso atto. Ma – aggiunge profetico il senatore – è ancora presto per pronunciarsi su di me, così come su altri nomi. Nei prossimi mesi assisteremo a grandi trasformazioni all’interno del centrodestra nazionale e, solo dopo, in quello locale, che per ora sembra congelato nell’attesa”. Come dire, il processo ormai è in atto: prima lo stesso Musso, poi i finiani e infine le voci di dissenso dentro lo stesso Pdl. “Del resto Raffaella Della Bianca oggi non dice cose tanto diverse da quello di cui parlavo io qualche tempo fa”.

Se il centrodestra è congelato, il centrosinistra, invece, appare in costante e frenetico movimento. “Assistiamo alle solite discussioni interne: Vincenzi, Pinotti o Montaldo, qualunque sia il loro candidato, l’importante è che con un nuovo, si fa per dire, nome – sottolinea Musso – non ritorni in auge la storia del cambiamento e della discontinuità perchè non ci crediamo più. Sono 20 anni che l’assetto stabile del potere in questa città è responsabile del suo stesso declino”. Un “nuovo” duello Musso – Vincenzi per la poltrona a sindaco è più di una possibilità? “Sarebbe molto più onesto, così la sindaco renderebbe conto del suo disastroso operato”. Non è un mistero, l’idea di città che Musso ha dispiegato sulla carta è “in antitesi con l’attuale amministrazione, anzi servirebbe una rivoluzione copernicana – conclude Musso – va riformata l’intera gestione della città, partendo dalla mobilità su cui il centrosinistra sta portando avanti una politica contraria ai suoi stessi principi, con la riduzione del trasporto pubblico e incentivando, di fatto, quello privato”. Ma anche, come da tradizione liberale, alleggerire la macchina comunale e liberalizzare i settori fondamentali, come le manutenzioni e i servizi sociali. “Invece che continuare con la visione ‘sinistrista’ dell’imprenditore nemico, l’unico modo per promuovere l’economia di questa città, ormai in declino, è fare in modo che pubblico e privato siano dalla stessa parte, per far convergere, e non allontanare, il profitto sotto la Lanterna”.