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Cronaca

Liguria nel Mediterraneo: la partita si gioca in Nord Africa

Genova. Genova e il Mediterraneo, Genova e il mare. Genova e il porto. La partita è in gioco da sempre, la posta il palio non è mai cambiata: il futuro di questa città. Il porto è un tema fondamentale per futuro di Genova e spesso la sensazione è che si sia già perso troppo tempo. Eppure la riflessione su questi temi non deve e non può mancare, soprattutto in un momento in cui, al di là del Mediteranneo, proprio oltre quelle rotte che si vorrebbero battere per aprire e intensificare i commerci, la cronaca potrebbe diventare storia.

A margine del convegno “Liguria nel Mediterraneo”, in cui si sta discutendo proprio di questi temi, abbiamo rivolto alcune domande a Pier Angelo Massa, segretario generale della Uil: “Il tema è di straordinaria attualità, l’iniziativa che si sta svolgendo questa mattina è stata pensata due mesi fa, quando ancora non si sapeva cosa sarebbe accaduto nel Mediteranneo”.

Massa comprende quanto, proprio in virtù degli stravolgimenti che hanno già coinvolto Tunisia ed Egitto e che adesso vedono protagonista la Libia – in questo stillicidio quotidiano per il quale non si intravede la fine – la posto in gioco è ancora più alta e il destino della nostra regione e del nostro paese potrebbero intrecciarsi con quello di queste nazioni che stanno cercando di ribellarsi ad anni di dittatura non troppo mascherata.

In qui posti, ha continuato Massa “Bisogna svolgere una attività importante per la Liguria, ma soprattutto bisogna cercare di evitare il disastro, di aprire un futuro per e con questi paesi”. In queste condizioni si nascondo però insidie che vanno al di là della già drammatica sitauzione, insidie legate alla trasformazione di rapporti commericiali paritari in rapporti di sfruttamento, come la cronaca di questi anni già racconta per i paesi dell’est.

“Noi dovremmo impegnarci molto dal punto di vista internazionale per tutelare i lavoratori, sia quelli italiani sia quelli coinvolti nel nuove zone che comunicano con il Mediterraneo”, è questo l’obiettivo e allo stesso la sfida di questa apertura al Mediterraneo.