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“Io speriamo che me la Cavasin”: la Sampdoria, la serie B e gli scongiuri anti jella

Genova. Tre date: 1966, 1977, 1999. I tifosi sampdoriani le ricordano bene, perchè fu proprio in quegli anni che la società blucerchiata varcò la soglia della serie B. Forse, però, non tutti avevano dato particolare attenzione alla numerologia e alla superstizione, fino a quando su un blog sampdoriano è iniziato a serpeggiare, atroce, un dubbio. Gli anni della retrocessione in B erano tutti doppi, e il 2011 non è da meno. Ma c’è di più, nelle stagioni disgraziate, la Samp è stata sempre guidata da allenatori calvi, prima Bernardini, poi Bersellini e infine Spalletti. Quest’anno con Di Carlo e il neo acquisto Cavasin l’invito a nozze per i superstiziosi è addiruttura doppio. Che fare dunque? La caccia ad amuleti e porta fortuna è aperta, la jella, ma soprattutto la B va tenuta lontana.

Nel frattempo la squadra accompagnata dal nuovo tecnico è arrivata a Roma in ritiro anticipato alla Borghesiana. “Facciamo conto non solo su Cavasin ma anche su quei giocatori che hanno sempre dimostrato attaccamento alla maglia – ha detto Tiziano, uno dei tifosi el club Fedelissimi – perché in questo caso nemmeno Mourinho potrebbe inventarsi un attaccante che non c’é. Certo Pozzi, per esempio, che se guarisse una mano grande la potrebbe dare. E Palombo, il capitano. Poli, se stesse meglio”. Ma gli occhi – e il cuore – sono tutti puntati sul nuovo tecnico, ultima speranza per non affondare la barca sampdoriana che ora come ora naviga in cattive acque.
“Il momento é molto buio ma il nostro appoggio la squadra l’avrà sempre – commenta Lino Tiana, leader del club Fedelissimi – Certo, andare a Catania sarà impossibile perché il tifo organizzato non si prenderà mai la tessera del tifoso, però saremo tutti davanti alla tv”. Com e ha scritto qualcuno “io speriamo che me la Cavasin”.