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Cronaca

Intercity soppressi, i pendolari: “Di questo passo Liguria sempre più isolata”

Regione. Due nuovi treni si vanno ad aggiungere alla “black list” dei convogli soppressi in Liguria. Questa volta a cadere sotto la “scure” di Trenitalia, saranno gli Intercity 514 e 517, in servizio tra Genova e Torino. Una decisione, condivisa con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che ha fatto sobbalzare i pendolari liguri e l’assessore regionale ai trasporti, Enrico Vesco, che proprio lo scorso 7 febbraio aveva scritto alla Direzione Passeggeri Nazionale di Trenitalia per scongiurare la soppressione, sottolineando in particolare come nella tratta Alessandria-Genova non esistessero valide alternative al 517.

“Avevo evidenziato anzi la necessità – spiega Vesco -di sostenere lo sviluppo dei collegamenti InterCity ed Eurostar City per agevolare la mobilità dei cittadini sulla direttrice Ventimiglia-Genova-La Spezia e su quella che collega il nostro capoluogo con Milano e Torino”. Oggi, invece, dai vertici di Trenitalia è arrivata la comunicazione: gli Intercity 514 e 517, rispettivamente in partenza da Genova Brignole alle 18.53 con arrivo a Torino Porta Nuova alle 20.55 e in partenza da Torino alle 16.05 con arrivo a Genova Brignole alle 18.08 saranno tagliati.

“Anche questa volta – commenta Sonia Zarino, portavoce Pendolari Liguri – assistiamo a una dimostrazione di insensibilità rispetto alle reali necessità di chi usa il trasporto pubblico. Invece di aiutare i cittadini, aumentando i servizi, si adotta una politica contraria, creando di fatto le condizioni per far spendere di più”. Mezzo privato, soprattutto di questi tempi, significa fare i conti con il caro benzina e le tariffe autostradali in aumento. “Senza contare che alla fine un vero guadagno economico non c’è: tagliando i servizi, aumentano i costi sociali. Vien da pensare – sottolinea Zarino – che il Governo voglia spingere all’utilizzo dell’auto perchè, tra tasse e accise, può guadagnare meglio”.

Nel frattempo la regione, già a forte rischio isolamento infrastrutturale, subisce un altro piccolo colpo. “Di questo passo, continuando a tagliare i treni, tutta la Liguria sarà sempre più isolata – spiega la portavoce dei Pendolari Liguri – una scelta certo non lungimirante. Del resto a quanto vediamo anche per le altre problematiche, sembra che sul trasporto pubblico si navighi a vista, senza un reale programma a lungo termine. Non ci crede nessuno, né a livello nazionale né a quello locale – conclude Zarino – quando invece, con un’adeguata politica di investimenti sulla mobilità, si otterrebbe un duplice riscontro positivo: per i cittadini, in termini di servizi, e per l’economia, in termini di nuove opportunità di lavoro e proprio nel momento in cui l’industria dell’auto è in crisi”.