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Incidente Bergamo, il ct Campagna: “Una tragedia immensa”

Bergamo. Dolore per questa immensa tragedia è stato espresso anche da Alessandro Campagna, il ct azzurro della pallanuoto e campione olimpico con il Settebello ai Giochi di Barcellona: “Due ragazzi da prendere a esempio, due giovani sani che facevano tanti sacrifici, dividendosi tra lo studio e l’amore per la pallanuoto: perché a 20 anni da noi non si guadagnano soldi e si gioca solo per passione. E’ una tragedia immane”.

“Li avevo conosciuti – ricorda Campagna – e uno dei due, Morena, lo avevo anche chiamato: amavano la pallanuoto ed erano disposti anche a stare fuori casa pur di inseguire il loro sogno. Il Savona punta molto sulle giovanili e dà in prestito i suoi ragazzi per farli giocare: così come era successo a loro due, che stavano a Brescia in A2. Cercavano di intraprendere una carriera nella pallanuoto dandosi da fare in tutti i modi, bravi a coniugare lo sport con l’università, perché si sa, con il nostro sport un futuro te lo devi comunque assicurare. Non siamo mica come il calcio che a 20 anni guadagnano già un sacco di soldi. Venivano da due belle famiglie in cui si respirava aria di sport e loro credevano nella pallanuoto”.

Nicolò Morena aveva iniziato giovanissimo a giocare a pallanuoto come il fratello Tommaso, altro atleta della Rari Nantes Savona. Era suo compagno di squadra anche Francesco Damonte che con il fratello Luca amava questo sport (suo papà é anche allenatore). “E’ un dramma, è una tragedia choccante che colpisce due famiglie eccezionali – conclude il ct del Settebello – che supportavano questi due ragazzi e sostenevano il loro sogno. Sul piano sportivo erano due atleti interessanti, ma soprattutto due giovani da prendere ad esempio, perché credevano in quei valori che sport come il nostro insegnano”.