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Economia

Genova, un’impresa su quattro non è di un Genovese

Genova. Tirchio, diffidente e chiuso. Ma anche poco propenso a investire: l’identikit del genovese tipo emerge anche nel mondo degli affari. Secondo un’elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati Registro imprese, sotto la Lanterna un imprenditore su quattro non è genovese, e non è nemmeno ligure.

Una percentuale significativa all’interno del panorama italiano, dove Milano detiene il primato come provincia preferita per aprire un’impresa fuori dalla propria regione di nascita, seguita da Aosta (32,9% delle imprese individuali ha un titolare nato fuori regione) e Torino (27,1%). Subito dopo si piazza Genova con il 26,6%. Alla faccia del titolo di Superba e di alcuni suoi illustri cittadini, propensi all’esplorazione e alle “imprese” storiche.

“Queste storie d’impresa hanno fatto la storia del nostro Paese – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – e sono l’esempio concreto di come l’appartenenza a un territorio si fondi sulla cittadinanza economica, vale a dire sul contributo che ciascuno porta allo sviluppo in termini di lavoro, operosità, imprenditorialità”. Genovesi avvisati, mezzi salvati: oltre ai liguri, qualcun’altro è pronto a fare impresa sotto la Lanterna.

Secondo l’indagine della Camera di Commercio, Milano è la capitale italiana degli imprenditori: 1 impresa individuale su 3 ha il titolare italiano che non è nato in Lombardia. Sono di origine pugliese soprattutto (il 22,3% sul totale delle imprese individuali extralombarde), quindi siculi (17,9%), calabri (14,3%) e campani (12,0%). Nella classifica delle province capoluogo di regione che richiamano più imprenditori ad aprire un’attività fuori casa a Milano seguono Aosta, dove il 32,9% delle imprese individuali ha un titolare nato fuori regione, e Torino, dove la medesima percentuale è pari a 27,1%. Del resto, la prima capitale del Regno d’Italia precede anche Roma, dove 1 imprenditore su 5 non è nato nel Lazio. E prima di Roma percentuali più alte si trovano nei capoluoghi di Genova (26,6%), Bologna (23,6%), Firenze (21,5%) e anche nella nuova provincia di Monza e Brianza (26,4%).