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Cronaca

Genova, ticket crossing: domani secondo Bus Mob contro il caro biglietti

Genova. “La protesta sarà ad oltranza”. Come preannunciato, il movimento di Uniti contro la crisi, ideatore del primo ticket crossing a Genova, non si ferma: domani è atteso il secondo bus mob per rilanciare la battaglia contro il caro biglietti, e soprattutto la protesta contro la politica di tagli al trasporto pubblico portata avanti da Amt. L’inziativa del ticket crossing, sviluppata e diffusa tramite Facebook e la rete, ha creato non poco scalpore tanto da portare l’azienda cittadina a comunicare ufficialmente che la pratica del ticket crossing, ovvero lasciare il proprio biglietto usato, ma ancora valido, ad altri potenziali passeggeri, tramite specifici ticket point (bottiglie di plastica tagliate disponibili in molte fermate della città).

“Amt afferma che il Ticket Crossing sia illegale – spiegano gli organizzatori – Sul retro del biglietto, infatti, è scritto, a caratteri muniscoli, che lo stesso non è cedibile e deve essere conservato per tutta la durata del viaggio. Noi invitiamo a seguire quanto prescritto e, una volta giunti a destinazione, “gettare” il biglietto non nei rifiuti, ma in appositi contenitori nei pressi delle fermate, dove altri utenti potranno usufruire dei minuti di validità restanti. Non sappiamo come pensino di accertare il riutilizzo dei biglietti, ma diffidiamo l’azienda o altri dal rimuovere le bottiglie destinate allo scambio. Il Ticket Crossing è una pratica legittima, solidale, ecologica e giusta, Se cooperare è illegale, noi disobbediamo”. L’appuntamento per il secondo Bus Mob è domani in Piazza De Ferrari alle 15.30.

“Sui bus saranno spiegate all’utenza modalità e obiettivi del ticket crossing, con distribuzione di volantini e invitando le persone a cedere i biglietti una volta a destinazione. Una volta conclusa la comunicazione con utenza e autisti, che condividono l’iniziativa, si scende dal bus e alla fermata si installa un ticket crossing point, utilizzando le bottiglie di plastica appositamente modificate, e si invita l’utenza ad usufruirne. Dopodiché altro autobus e così via. La protesta sarà a oltranza, fino a portare alla costituzione di una rete di mutua cooperazione e di resistenza civile dal basso. L’intenzione è quella di rendere il ticket crossing il più capillare possibile, riempiendo le mappe delle 6 macro aree nelle quali abbiamo suddiviso la città (ponente, medio-ponente, centro-ovest, centro, lungobisagno, levante), e di riallestire i punti di scambio laddove dovessero essere rimossi.
Il trasporto pubblico è un bene comune. Serve ad assicurare il diritto alla mobilità, non a fare profitti”