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Economia

Genova, studio Rina: “Sesto bacino strategico per mercato riparazioni navali”

Genova. Il dimensionamento attuale dei bacini di carenaggio genovesi preclude l’accesso al 47% delle navi porta contenitori e al 62% delle navi passeggeri che potenzialmente potrebbero scegliere il distretto per l’attività di riparazione navale. E’ quanto emerge dallo studio commissionato da Ente Bacini al Rina, presentato nel pomeriggio a Palazzo San Giorgio. Lo studio delinea il quadro della realtà del mercato delle riparazioni navali e le sue prospettive di crescita se potesse disporre di un bacino adeguato ad accogliere le navi di grandi dimensioni.

Ad oggi le navi che potenzialmente potrebbero richiedere l’ingresso in bacino di carenaggio sono 150 l’anno. La realizzazione di un bacino di carenaggio lungo 360 metri consentirebbe di ridurre la percentuale di navi escluse dall’ingresso in bacino all’11% per le navi contenitori e ad una percentuale prossima allo zero per le navi passeggeri. Le grandi navi che potrebbero accedere al distretto in presenza del sesto bacino sono circa una ventina l’anno in più. Si aggiunga che il numero delle navi che potrebbero accedere alle riparazioni navali nel periodo 2015 – 2020 (il sesto bacino potrebbe entrare in funzione nel 2014) è destinato a crescere in modo rilevante grazie alla tendenza costante all’incremento dimensionale sia delle navi porta contenitori che passeggeri che ormai superano i 300 metri di lunghezza. L’adeguamento ai nuovi parametri richiesti dal mercato permetterebbe di offrire un servizio molto richiesto in tutto il Mediterraneo dove i bacini di carenaggio in grado di accogliere le grandi navi sono soltanto 28 su 170. Ente Bacini ha saputo rispondere efficacemente al periodo di crisi attraversato da tutto il settore marittimo – portuale ed presenterà un bilancio che chiude con segno positivo con 150000 euro di utile.