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Genova, Roberto Saviano inesauribile: l’ultima firma alle due e venti

Genova. Erano in tanti ieri sera per Roberto Saviano alla Feltrinelli di Genova, troppi. La coda dallo store di via Ceccardi si allungava fino a via XX Settembre e ad un certo punto ha raggiunto anche l’altra grande libreria, la Mondadori.

Meno della metà delle persone hanno trovato posto all’interno di quello che una volta era un cinema, gli altri hanno seguito il monologo di Saviano sul maxi schermo esterno, incuranti del freddo.

C’è chi è arrivato alle sei del pomeriggio per essere sicuro di entrare, chi invece ha sperato bastasse arrivare alle otto per potersi accaparrare un piccolo spazio, magari all’ultimo piano del grande punto vendita, rimanendo invece deluso e in coda fuori.

Roberto Saviano ha parlato per circa un’ora, ha parlato della macchina del fango, del suo ex editore Marina Berlusconi (“E’ vero che un editore può non condividere quello che pubblica ma deve avere la responsabilità delle sue posizioni, soprattutto se sostiene che difendere i magistrati è una cosa orribile. Parla da figlia di Berlusconi – conclude Saviano – o da editore?”), di Ruby e della trasmissione “Vieni via con me” (“I dirigenti Rai speravano che “Vieni via con me” fosse una trasmissione per pochi. Loro vogliono solo reality. La censura – aggiunge – è quando cercano di farti abbassare la voce. Non ti arrestano, non ti catturano, ma ti tolgono gli ospiti e ti mettono in un brutto palinsesto”).

Alle 22 circa si è concluso il monologo ed è iniziata la seconda fatica, in pochi avevano creduto al presentatore della Feltrinelli quando aveva spiegato che una volta firmate le copie alle persone all’interno dello store, si sarebbero aperte le porte anche per quelli in coda all’esterno.

E invece Roberto Saviano ha stupito tutti, seduto alla sua piccola scrivania, ha stretto la mano di tutti, ha scambiato una battuta con tutti. C’è chi per l’emozione non riusciva a parlare, oppure chi gli ha “imprestato” un libro e gli ha detto: “La prossima volta me lo ridai…”.

A mezzanotte erano ancora tantissimi ad aspettare fuori e poi, piano piano, sono entrati anche loro. Subito alle casse a comprare uno, due anche tre copie dei libri e poi ancora ordinatamente in coda. Per ragioni di sicurezza bisognava lasciare giacche, borse e ogni altro materiale a distanza da Roberto Saviano.

All’una e quaranta di questa mattina erano circa un centinaio le persone ancora in attesa e quelli che uscivano avevano la faccia di chi aveva compiuto una piccola impresa, come Lucia che con il figlio Marco di 11 anni uscendo dal negozio alle due del mattino dopo 4 ore di coda ha detto: “Non pensavo sarei riuscita a farmi autografare il libro. Perchè l’ho fatto? l’ho fatto per mio figlio e per Roberto Saviano: Marco deve capire che il mondo reale non è quello che vede in TV e Roberto deve sapere che in molti in Italia sono con lui”