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Cronaca

Genova, rapine alle farmacie: i malviventi si spostano anche nelle zone bene, al via potenziamento videosorveglianza

Genova. Occhi elettronici per scongiurare l’assalto dei rapinatori: le farmacie genovesi si attrezzano per prevenire e contrastare la criminalità di quartiere che, sempre più spesso, prende di mira le attività che svolgono servizio con orario esteso e nei giorni festivi. L’ordine provinciale dei farmacisti ha preso in considerazione il problema in un recente ordine del giorno. Spiega il presidente, dottor Felice Ribaldone: “Solitamente a mettere a segno le rapine sono balordi o disperati che, come giustificazione, non adducono tanto la vocazione delinquenziale, quanto piuttosto disagio sociale. Qualcuno dice perfino ‘dovevo dare da mangiare ai bambini’. Si tratta, poi, di soggetti che compiono reiteratamente questi reati a danno degli stessi esercizi”.

“Il fenomeno è presente non tanto nel centro o nei vicoli, come si potrebbe immaginare, ma in periferia – aggiunge il dottor Ribaldone – Lo viviamo male. Dal recente incontro con il questore abbiamo stabilito un accordo secondo cui i farmacisti saranno invitati a potenziare le telecamere di sorveglianza, che costituiscono un deterrente e mettono in condizioni gli inquirenti di indagare e identificare eventuali responsabili”.

Il vicepresidente dell’ordine provinciale dei farmacisti, Luigi Mortara, e il presidente di Federfarma, Giuseppe Castello, hanno convenuto con il questore Filippo Piritore una serie di misure in tema di sicurezza. La via maestra, per ora, è il potenziamento dei sistema di videosorveglianza, con telecamere che verranno anche messe in comunicazione diretta con il centro operativo della polizia. “Alcune farmacie – osserva Ribaldone – non sono ancora dotate di telecamere o sistemi di registrazione video. Il nostro obiettivo è rendere sempre più cogente l’utilizzo dei sistemi di sorveglianza elettronici per tutelare gli incassi e soprattutto la sicurezza di chi sta dietro il banco”.

L’identikit dell’assalitore di farmacie è quello del giovane con gravi difficoltà economiche. Spesso rivela modalità seriali. Come il ventottenne che ha rapinato per quattro volte le farmacie “La Ligure” e “San Sebastiano” in Valbisagno; “per sfamare mio figlio nato da poco” ha detto agli inquirenti. “Gli episodi più gravi si registrano in Valbisagno – conferma il dottor Ribaldone – Ma i rapinatori si stanno spostando anche nelle zone più signorili, attratti dall’idea di bottini più consistenti”. Ad Albaro, per esempio, dove si è verificato un episodio per un bottino da 600 euro. “Penso sia un fatto che riguarda tutte le attività commerciali. Lo stesso malvivente che ruba un orologio d’oro al rientro a casa di un imprenditore, in una zona residenziale, può colpire una farmacia” commenta Ribaldone.

“La collaborazione con le forze dell’ordine è profonda e sarà ancora più stretta – aggiunge il presidente dell’ordine dei farmacisti – Troviamo grande disponibilità nelle dirigenze di quartiere”. “Un altro accorgimento che vogliamo attuare – conclude – è quello di far tenere in cassa, nelle singole farmacie, incassi poco elevati. Anzi, ci sono già soluzioni in atto per evitare che durante l’arco della giornata vi siano grosse somme, così da arrivare a sera, quando la probabilità di pericoli è più alta, senza cifre in cassa che siano appetibili per i malintenzionati”.