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Cronaca

Genova, “l’etilometro bugiardo”: botta e risposta tra legali e vigili urbani

Genova. Mentre dilaga in tutta Italia la polemica sull’attendibilità degli etiliometri, gli apprecchi in dotazione alle forze dell’ordine per misurare il grado di alcol nel sangue degli automobilisti, anche a Genova sembra essere messa in discussione la funzionalità dei macchinari, in particolare del “Lion Intoxilyzer 8000” il ‘ritira patenti’ utilizzato dai vigili urbani del capoluogo ligure.

Secondo una perizia ordinata dal gip Roberto Fucigna per approfondire un contenzioso tra la polizia municipale ed un automobilista genovese di 24 anni, multato per guida in stato di ebbrezza (il valore di alcool misurato con l’etilometro era di 1,52 e 1,59 g/l), al quale peraltro sono state sequestrate auto e patente, l’apparecchio avrebbe un margine di errore pari quasi al 27%.  Gli avvocati Andrea Costa e Ennio Pischedda, che hanno fatto ricorso contro la confisca, hanno affidato il compito di “testare il test” a due professori dell’università di Pavia.

E, indovinate un pò?  Come dimostrare se un etilometro ha ragione o meno? Ovviamente bevendo. I periti hanno fatto bere al ragazzo 200 grammi di grappa con 38 gradi alcolici. Dopo di che lo hanno sottoposto al test etilometro con lo stesso apparecchio utilizzato dalla polizia municipale e contemporaneamente alle analisi di sangue.

Il risultato è stato sorprendente. Il “Lion” ha dimostrato un margine di errore tra il 10 e il 27% rispetto a quello del sangue. Una discrepanza che non lascia dubbi: il valore di 1,59 poteva essere in difetto, cioè, 1,1, o in eccesso, 2,06.

Intanto gli avvocati alzano la voce: “Tutti gli apparecchi in dotazione alle forze dell’ordine presentano gli stessi parametri previsti da un apposito decreto ministeriale”. I legali rispondono alle osservazioni della polizia municipale la quale sostiene che “l’etilometro sottoposto al testa non é in dotazione al corpo di polizia municipale né, tantomeno, é quello che fu utilizzato per l’accertamento oggetto di giudizio” e conclude: “non corrisponde a verità che gli etilometri in dotazione alla polizia municipale fornirebbero rilevazioni del tasso alcolimetro errate”.

Ma Pischedda e Costa continuano:  “Appare singolare sostenere che i risultati dell’esame possano variare in base al luogo dove un soggetto si trova e a seconda dell’apparecchiatura in dotazione agli operatori. L’accertamento dei periti è stato svolto su un apparecchio omologato dal ministero dei Trasporti e tarato secondo le caratteristiche imposte dalla legge”.

Ma una cosa è certa: la perizia ha dimostrato che la rilevazione non è sempre valida. Signor giudice, a lei la sentenza.