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Economia

Genova, il grido d’allarme dei Teatri: “Martedì occupazione simbolica di Palazzo Ducale”

Genova. I teatri genovesi con sede e compagnia di produzione stabile (Teatro della Tosse, Teatro dell’Archivolto, Teatro Garage e Teatro Cargo), proprio nel giorno in cui dal Governo arriva la notizia del congelamento del Fus, lanciano un forte grido d’allarme alla Regione e alla città: “la situazione è grave ed è prossima l’interruzione delle attività con conseguenti ricadute in termini di indotto e di posti di lavoro. Martedì 15, in piena Quaresima, invitiamo tutte le maestranze, artistiche, tecniche, di servizio, operatori, appassionati, spettatori a partecipare all’occupazione pacifica dell’atrio di Palazzo Ducale alle 11.30 con l’intento di sensibilizzare il Consiglio Regionale, riunito per le celebrazioni del 150 anni”.

“Il bilancio del Consiglio regionale verrà definito a fine marzo – è il j’accuse dei teatri cittadini – un bilancio che, se confermato nelle linee guida attuali, azzera le spese per la cultura facendo salvi solo Teatro Stabile di Genova e Carlo Felice, e sancirà una Quaresima definitiva per la cultura della nostra città e della Regione. Inoltre proprio di oggi è la notizia che altri 27 milioni di euro del FUS sono stati congelati dal Governo, portando così il Fondo Unico per lo Spettacolo alla metà esatta di quello che fu nel 2008”.

“E’ invece importante guardare agli agenti della cultura in chiave di economia urbana e del territorio attraverso la valorizzazione del Patrimonio storico-artistico ed ambientale, ma anche nella funzione di animazione sociale del quartiere in cui svolgono la loro attività. I Teatri, ma anche i Festival che animano la regione, anche nei mesi estivi, incrementano la naturale vocazione della Liguria al turismo, producendo e convogliando soldi freschi nelle casse vuote. Soldi che reinvestiti sul territorio dal settore della cultura vengono spesi nuovamente sul territorio in indotto, fornitori di servizi, di materiali, consumi e, soprattutto, in posti di lavoro.
Invitiamo i cittadini a partecipare numerosi, per dare un segnale, indossando un capo viola. Perché questa Quaresima sia il segno di una rinascita e non una superstizione”.