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Cronaca

Genova dei Mille: il Carnevale festeggia in anticipo l’Unità d’Italia (fotoservizio)

Genova. In attesa della Notte Tricolore di mercoledì e delle celebrazioni ufficiali di giovedì 17 marzo, il Carnevale di Genova, anticipa i festeggiamenti del 150° e si tinge di Unità: è partito alle 15 da Piazza Fontane Marose il teatro spettacolo, sotto la regia di Gian Piero Alloisio, che, sotto la Lanterna, congiunge passione risorgimentale, carnevale e celebrazioni del 150°dell’Unità d’Italia fino a tardo pomeriggio inoltrato.

Accanto al Carro di Garibaldi in cartapesta, un volontario toscano sui trampoli ha arruolato gli spettatori sulle note dei 70 elementi della Banda Rumpe e Streppa di Finale Ligure con le loro majorettes, mentre una guida garibaldina ha truccato gli spettatori con successiva distribuzione di trucchi tricolori, coccarde, fazzoletti e camicie rosse. Da via Garibaldi sono poi arrivate le Giubbe Rosse e lo stesso Eroe dei Due Mondi, una volta giunto anche Vittorio Emanuele e consorte, il carro risorgimentale accompagnato da uno stuolo di genovesi, curiosi, artisti e teatranti ha attraversato via XV Aprile fino all’altezza del Carlo Felice, dove poi ha ripreso la via per il ritorno a piazza Fontane Marose.

La Mega-Compagnia di questo Carnevale di popolo sui generis proseguirà ora nei 12 punti allestiti ad hoc dagli attori- artisti per gli spettacoli e le orazioni. Tra i palcoscenici naturali scelti, spiccano i luoghi del risorgimento genovese, dall’Atrio di Palazzo Tobia Pallavicini dove Mazzini infiammava gli animi con il suo discorso ai genovesi, a via Cairoli, fine dell’itinerario, dove l’Inno nazionale di Goffredo Mameli accompagnato dalla banda che per prima eseguì nel 1847 “Fratelli d’Italia”, verrà intonato per intero, con le quattro strofe originali al completo.

“Ho pensato di realizzare questo grande spettacolo perché, al di là del giudizio storico, di una cosa son sicuro – ha detto l’ideatore e regista Alloisio – la passione risorgimentale è ancora patrimonio di tutto il popolo. Senza quello spirito di rivolta, di scommessa, di unicità, di coraggio, di disprezzo dell’ego, di amore per il bene comune, nessuno dei problemi collettivi che oggi la storia ci impone potrà essere affrontato”.