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Cronaca

Genova, centinaia per Costituzione e scuola pubblica: “La cultura non si mangia, ma fa crescere” (fotoservizio)

Genova. Con la cultura non si mangia? Non per gli organizzatori della manifestazione genovese a “difesa della Costuituzione e della scuola pubblica”, l’iniziativa lanciata da Articolo 21 e Libertà e Giustizia a cui poi hanno aderito Cgil, Arci, Camera del Lavoro, comitati, associazioni, e sigle politiche tra cui Pd, Sel, Idv e anche i movimenti come il Popolo Viola che ha raccolto anche firme a favore di “una legge di solidarietà nazionale per la ricostruzione dell’Aquila”.

Molti gli slogan e i cartelli sotto la pioggia, mentre barchette di carta con scritto “Viva la scuola pubblica” venivano distribuite ai partecipanti e ai cittadini: “Si scrive scuola pubblica, si legge democrazia” o anche, tornando alle parole che avrebbe pronunciato il ministro dell’economia, salvo poi smentirle, “La cultura non si mangia, ma fa crescere”. In centinaia hanno occupato largo Pertini, in contemporanea con le altre cento piazza d’Italia e del mondo (flash mob e sit sono stati organizzati da New York a Madrid, passando per Londra e Bruxelles), cantando l’inno d’Italia e distribuendo panini con dentro poesie al posto del prosciutto. Come preannunciato dagli organizzatori, la manifestazione si è chiusa con il discorso di Piero Calamandrei del 1950 a difesa della scuola pubblica.