Genova, blitz delle fiamme gialle in porto: sequestrati 80 chili di hashish - Genova 24
Cronaca

Genova, blitz delle fiamme gialle in porto: sequestrati 80 chili di hashish

sequestro hashish

Genova. Blitz della guardia di finanza genovese in porto, che ha portato al sequestro di oltre 80 chili di hashish provenienti da Tangeri. Le navi passeggeri che sbarcano nel porto del capoluogo ligure sono oggetto di costante monitoraggio da parte delle fiamme gialle e particolare attenzione viene riservata alle rotte maggiormente sensibili, cioè più frequentemente utilizzate da trafficanti per introdurre ingenti quantitativi di stupefacenti in territorio comunitario.

Nei giorni scorsi, una pattuglia del II gruppo di Genova ha notato nella lunga fila di automezzi appena sbarcati da un traghetto proveniente da Tangeri, una vecchia Mercedes guidata da un 32enne marocchino residente in Calabria.

L’occhio attento dei finanzieri è riuscito subito a cogliere impercettibili segni di nervosismo nell’atteggiamento del giovane, acuiti dalla genericità delle risposte a banali domande sulla destinazione, nonché su altri aspetti del viaggio intrapreso. Determinanti sono poi risultate alcune lievi tracce di manomissione all’interno del veicolo. Piccoli segni rilevabili solo da addetti ai lavori, tuttavia sufficienti a consigliare di proseguire gli accertamenti presso la caserma di Lungomare Canepa.

Qui, nel corso di una più approfondita ispezione, hanno scoperto la presenza di numerosi panetti di hashish abilmente nascosti nelle plastiche interne del cruscotto, nelle imbottiture dei sedili e nel paraurti posteriore. Proseguendo le ricerche, smontando le altri parti della Mercedes, hanno infine trovato altri panetti all’interno del serbatoio.

In totale sono 80 i chili di hashish trovati, confezionati ad arte in modo tale da vanificare eventuali controlli di unità cinofile. La droga e l’autovettura sono state sottoposte a sequestro, mentre il viaggio del corriere, sottoposto ad arresto in flagranza di reato, è proseguito verso il carcere di Marassi. L’uomo è ora a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, Vittorio Ranieri Miniati, sotto la cui direzione proseguono le investigazioni.