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Cronaca

G8, processo Colucci: secondo una teste l’ex questore non era d’accordo sull’irruzione alla Diaz

Genova. Nuovi sviluppi nel processo di Francesco Colucci, imputato per falsa testimonianza in riferimento alla sanguinosa irruzione della polizia alla scuola Diaz durante il G8 del 2001. Secondo quanto affermato da un’amica dell’ex questore di Genova, che ha deposto come teste dell’accusa, “Colucci non era d’accordo a fare irruzione nella scuola Diaz e mi disse che gli ordini venivano dai suoi superiori”.

Secondo l’accusa, sostenuta dal sostituto procuratore generale Enrico Zucca e dal pm Francesco Cardona Albini, il questore Colucci, difeso dagli avvocati Maurizio Mascia e Gennaro Velle, avrebbe ritrattato quanto detto in precedenza ‘aggiustando il tiro’ dei suoi ricordi per tenere lontano l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro dalla vicenda. Quest’ultimo era stato imputato insieme all’ex capo della Digos, Francesco Mortola, per istigazione alla falsa testimonianza di Colucci. Entrambi erano stati assolti in primo grado e condannati in appello.

La teste dell’accusa, amica di Colucci, rispondendo alle domande del pm Cardona ha riferito che, secondo quanto le raccontò l’ex questore, la sera dell’irruzione ci sarebbe stata una telefonata da Roma, da parte del capo della polizia al prefetto Arnaldo La Barbera, che si trovava a Genova e che passò la telefonata a Colucci. Sempre secondo l’accusa Colucci, nell’udienza del 3 maggio 2007 avrebbe parlato di circostanze non corrispondenti al vero e, comunque, non appartenenti alla propria percezione o ricordo. In particolare avrebbe ritrattato la dichiarazione resa ai pm durante le indagini preliminari, sulla circostanza che Roberto Sgalla, allora responsabile delle relazioni con la stampa, era stato mandato alla Diaz su ordine di De Gennaro mentre durante il processo aveva negato questa circostanza.