Emergenza profughi, Assistenti Sociali Liguri: “I tagli penalizzano già gli italiani” - Genova 24

Emergenza profughi, Assistenti Sociali Liguri: “I tagli penalizzano già gli italiani”

Immigrati

Genova. In piena emergenza profughi, anche gli Assitenti Sociali della Liguria, preoccupati per l’arrivo in 24 comuni con più di 10 mila abitanti di flussi di immigrati, denunciano una situazione già resa difficile dalla mancanza dei fondi in arrivo dal Governo per il Sociale.

“Non posso che dichiarare con forza anche ai sensi del codice deontologico  della nostra professione  – afferma Cristina Lodi, Presidente Ordine Assistenti Sociali Liguria  – che sia nostro dovere partecipare alla costruzione di un tessuto sociale accogliente promuovendo una cultura della solidarietà e della sussidiarietà in linea anche con la posizione della Regione Liguria che è quella di dare massima disponibilità al programma di accoglienza dei profughi libici”.

“Il nostro codice deontologico – continua la Lodi –  prevede proprio che in “caso di calamità pubblica o di gravi emergenze sociali l’assistente sociale si mette a disposizione dell’amministrazione per cui opera e dell’autorità competente contribuendo per la propria competenza a programmi e interventi diretti al superamento della crisi”.

“Ma di quale stato sociale stiamo parlando?  – si chiede sarcasticamente il presidente dell’ordine Assisteni Sociali Liguria – 24 Comuni nella nostra regione con più di 10.000 abitanti sono stati definiti possibili soggetti accoglienti : in questi comuni come in tutti gli altri comuni sappiamo e abbiamo già denunciato come i tagli sui trasferimenti governativi per lo stato sociale abbiano reso difficile la risposta ai bisogni primari già dei cittadini italiani. Sappiamo anche che in tutte le crisi nazionali e internazionali il Servizio Sociale è stato fondamentale per la messa in rete di servizi  per l’attuazione di interventi. Ma con quali risorse pensa lo Stato di rendere possibile non solo la risposta ai bisogni primari (dormire e mangiare a quanto sembra) ma la permanenza, l’integrazione dei profughi libici che in situazioni come questa possono ottenere anche il permesso di soggiorno per tre anni? Noi siamo per l’integrazione e non per l’assimilazione degli immigrati, siamo per diritti per tutti all’accesso ai servizi ma dobbiamo poter contare su risorse in termini di denaro e di personale che ci permettano di lavorare deontologicamente in maniera corretta sui cittadini italiani come sugli immigrati”.

“Il problema  sui minori anche in queste situazioni diventa sempre il più emergente avendo presente le norme internazionali sugli stessi in termini di maggiore protezione. E’ però necessario – conclude la Lodi – tenere conto delle strategie e dei corrispettivi costi: non si potrà far nulla se lo Stato non investirà in maniera importante su questi temi. I 154 milioni di euro di tagli dello Stato alla Regione Liguria  hanno strozzato le politiche sociali non solo della regione ma di tutti gli enti locali. Il rispetto dei diritti dei cittadini, delle persone deve andare di pari passo con la messa in atto di azioni che rendano possibili l’operato degli assistenti sociali in termini di sicurezza sul posto di lavoro, evitando il ripetersi di fatti incresciosi come quello di Cairo Montenotte che non vorremmo si dimenticasse”.