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Cronaca

Election day bocciato, comitato Acqua Pubblica: “Il referendum fa paura”

Genova. Election day, bocciato. Il Governo ha deciso le date delle prossime amministrative: il primo turno delle elezioni si terrà il 15-16 maggio, mentre il ballottaggio si avrà il 29-30 maggio, così come annunciato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni che ha quindi escluso l’accorpamento alle elezioni amministrative del referendum su nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento. “Il Cdm non ha ancora deciso una data, ma io proporrò di svolgere il referendum domenica 12 giugno – ha detto il ministro – Sarei favorevole a questa data”.

Un duro colpo per i comitati promotori dei quesiti referendari che auspicavano l’accorpamento, anche e soprattutto, per evitare l’astensionismo. “Si sapeva – commenta Dino Orlandini, membro del comitato genovese promotore del referendum per l’acqua pubblica – hanno paura del referendum e non solo nella maggioranza. Il timore di scoprire che gran parte delle persone non vuole la privatizzazione dell’acqua, un bene comune, serpeggia anche tra le fila dell’opposizione – sottolinea Orlandini – come dimostrato dall’atteggiamento incoerente dimostrato durante la raccolta firme”. La risposta di Genova, e della Liguria in generale, durante la campagna dello scorso anno era stata molto forte: più di 25 mila firme raccolte nel solo capoluogo, tra cui l’adesione del presidente della regione, Claudio Burlando, a fronte del milione e 400 raccolte in tutta Italia. “Con il rinvio al 12 giugno – conclude Orlandini – è ovvio, raggiungere il quorum sarà molto più difficile, ma come si dice in questi casi, la speranza è sempre l’ultima a morire. Nel frattempo continueremo la nostra campagna di autofinanziamento, il sabato sotto i portici di via XX Settembre e la domenica sul lungomare di Pegli e in Corso Italia, tempo permettendo”.

La decisione del Viminale scontenta anche chi nell’election day vedeva un notevole risparmio per le casse dello stato, stimato in circa 350 milioni di euro. “In un momento come questo di grandi ristrettezze economiche sarebbe stata necessaria una presa di coscienza in questo senso da parte del Governo – commenta Matteo Rossi, consigliere regionale Sel e promotore dell’ordine del giorno a favore dell’accorpamento approvato giovedì scorso dall’assemblea regionale – Ma è evidente, gli interessi di parte hanno prevalso. Vedremo ora se di fronte all’atteggiamento imbarazzante del Governo, che taglia il fondo della non autosufficienza e consente, allo stesso tempo, un dilapidamento enorme di denaro pubblico con tre appuntamenti elettorali in un mese, il collega Rosso (Pdl) continuerà la sua campagna anti-sprechi con la stessa solerzia”.