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Lettera al direttore

Depuratore di Rapallo: la preoccupazione del Circolo della Pulce

In questi giorni si sta giocando una partita importante per il futuro della città: si sta decidendo la localizzazione del completamento del depuratore fognario. Purtroppo stiamo registrando il perpetuarsi della mancanza di trasparenza e coinvolgimento dei cittadini nelle scelte importanti per Rapallo. E vediamo che si continua ad utilizzare un metodo di scelta che lascia molto molto perplessi: dopo via Betti, scelta che fummo i primi a definire scellerata denunciandone le problematiche, ora si esamina un solo altro sito alternativo e forte è la paura che questa limitazione sia fatta nel chiaro intento di trovare le giustificazioni per bocciarlo e ritornare alla prima scelta.

Se davvero si volesse trovare la soluzione migliore crediamo che si dovrebbe procedere per gradi, analizzando l’intero territorio comunale (ed aree limitrofe) per definire una zona da approfondire, scendendo di scala, fino ad individuare un punto preciso che soddisfi le maggiori variabili in gioco. Invece finora abbiamo assistito alla presentazione di analisi di siti evidentemente non idonei come la zona della foce del Boate o il Macera, trascurando in modo assoluto tutte quelle aree limitrofe al Campo da Golf, poco urbanizzate ma facilmente raggiungibili che sono naturalmente le aree più vocate ad accogliere un impianto del genere.
Grazie all’ottimo lavoro del Comitato di via Betti si è arrivati all’indicazione motivata dell’area ex-Viacava, ma l’analisi non può fermarsi a questo punto preciso: ci sono almeno altri due siti possibili, poco oltre e vorremmo vedere i tecnici al lavoro con prospettive più ampie.

Da quanto sappiamo, invece, l’Amministrazione Comunale continua a non far inserire nel bilancio valutativo tutti quei costi sociali e tutti gli aspetti urbanistici legati alla scelta di via Betti. Non ci stancheremo mai di affermare, con forza, che via Betti è il sito meno idoneo, non solo per la vicinanza alle case, ma perchè si tratta di un’area urbanisticamente strategica, in cui dovrebbero essere previste opere di viabilità, di parcheggio, di servizi accessori al centro e non un impianto industriale così impattante nella sua fase realizzativa e nella sua gestione. La decisione è vitale per il futuro della città, perchè vorrebbe dire addio ad una delle pochissime aree rimaste libere in adiacenza al centro.
Non possiamo che definire avvilente il comportamento degli esponenti dell’Amministrazione in carica: singolarmente molti di loro si dicono contrari alla scelta di via Betti, ma al momento delle decisioni ufficiali tutti alzano obbedienti la manina per votare favorevolmente.

Chi ha partecipato alla conferenza stampa del Comitato di via Betti sul sito prescelto avrà ben chiaro il ricordo del consigliere Maini che diceva che la scelta non fu fatta dal Comune e che si esamineranno altri siti. Invece tutti sappiamo che la scelta è stata esclusiva competenza del Comune e i tecnici delle società di gestione del ciclo delle acque hanno soltanto realizzato i progetti.

E tutti quegli esponenti della maggioranza che accusano la propria Amminstrazione (quindi loro stessi!) di immobilismo, perchè non si schierano contro questa scelta immobilista? Sì, la scelta di via Betti è la massima espressione di immobilismo, di una mancanza totale di prospettive urbanistiche, di una povertà di visione del futuro della città. Rinunciare all’area di via Betti vuol dire rinunciare ad ogni possibilità di intervento urbanistico, di miglioramento non solo del quartiere lungo il San Francesco, ma di tutto il centro. Tutto ciò solo perchè “i tubi arrivano già lì e c’è già il tubo per buttare tutto a mare” (è un po’ come se nel ristrutturare casa nostra mettessimo il w.c. in soggiorno perchè all’idraulico viene bene così visto che i tubi passano di lì!).
Speriamo ancora in un ravvedimento, in questi ultimi giorni, in un cambio sincero di volontà che porti alla scelta dell’area dell’ex-cantiere Viacava, area lontana dagli agglomerati urbani, defilata e inidonea a destinazioni urbanistiche di “pregio”, o all’allargamento dell’analisi alle altre aree idonee esistenti poco oltre. Sulla collina di Ronco, vicino all’area di servizio interna al Golf, c’è un sito interessante, come papabile potrebbe essere l’area vicino alle cisterne sull’altro lato della stessa collina, entrambi siti posti a oltre 100 metri dalle case e facilmente raggiungibili con strade esistenti (che potrebbero essere potenziate anche in vista dei lavori di allargamento del Golf, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse che però, a Rapallo, non si è purtroppo mai vista!)

Speriamo ancora in un cambio di politica di questa Amministrazione, verso una maggiore trasparenza e un maggiore coinvolgimento della cittadinanza che sia reale e non di comodo.

Da parte nostra manifestiamo la nostra disponibilità a collaborare, per quanto possibile, alla scelta, alla formulazione di proposte, all’analisi dei siti, non mancando di rendere merito a chiunque lavori nella direzione del bene della città. Il bene della città è quello che ci sta più a cuore: come è già stato detto, l’apertura del cantiere di via Betti in periodo elettorale sarebbe la tomba politica di questa Amministrazione e per chi si propone come alternativa, ciò potrebbe costituire una rosea prospettiva. Noi sinceramente preferiremmo vedere via Betti ancora disponibile per altre funzioni anche se questo sarà per l’attuale maggioranza, un merito.

Il Direttivo del Circolo della Pulce.