Chiusura ospedale di Recco, la protesta di amministratori e cittadini a Genova - Genova 24
Cronaca

Chiusura ospedale di Recco, la protesta di amministratori e cittadini a Genova

Genova. Fischi, striscioni e urli “Vergogna, vergogna!! Esci fuori!”. Sono qualche centinaio i protestanti che si sono riversate in piazza De Ferrari a difesa dell’ospedale Sant’Antonio di Recco. Sei i pulman che dalla cittadina del levante sono partiti questa mattina per il capoluogo, comitati, dipendenti dell’ospedale e cittadini. Tutti assieme per chiedere ancora una volta di mantenere aperto il punto di primo intervento al Sant’Antonio.

“Siamo qui in piazza – afferma il sindaco di Recco, Dario Capurro – con il sindaco di Avegno, l’assessore al Demanio di Camogli e presto ci raggiungeranno altre istituzioni locali. Si protesta non solo per la chiusura del Sant’Antonio ma soprattutto perchè non avremo più i reparti medicina e primo intervento, molto importanti per tutto il territorio del Golfo del Paradiso. Ora ci sposteremo in consiglio regionale, dove una delegazione avrà un colloquio con i capigruppo regionali e l’assessore alla Salute Montaldo”.

Presente in piazza anche Antonio Usai, assessore al Demanio di Camogli: “Noi siamo sempre stati solidali con la razionalizzazione, ma buttare via la storia di un ospedale come quello di Recco non è giusto. Rivendichiamo l’apertura dei due reparti, non possiamo fare chiusure nette. Possiamo apprezzare le concessioni fatte dalla Regione, ma su questo punto siamo irremovibili”.

Si chiede di mantenere quello che c’è scritto sulla delibera, lo ricorda il sindaco di Avegno, Giuseppe Tassi: “Ci hanno promesso, tramite una delibera, la piastra ambulatoriale, la Casa della Salute, i posti di medicina gestiti dai medici di base e una struttura per la riabilitazione. Noi chiediamo che queste promesse vengano mantenute”.

Il problema fondamentale è che si ragiona in termini di Asl e non di chilometri, come ricorda Paola Cassinelli Del Guercio: “Recco appartiene alla Asl3, per questo motivo i pazienti vengono trasferiti in altri ospedali che sono sotto la Asl 3, il San Martino è il più vicino, ma dista 30 km. L’ospedale di Rapallo è molto più vicino, a 5 km, ma è di competenza della Asl4 e quindi non è possibile usufruirne. Si va al San Martino sempre se c’è posto, altrimenti al Galliera o al Villa Scassi. La situazione sta diventando tragica”.