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Carcere Marassi, rissa tra albanesi e tunisini: 10 feriti e 1 detenuto sfigurato

Marassi. “Ieri mattina, intorno alle 9,30 all’interno dei passeggi della 2° sezione, per ragioni ancora da accertare, è scoppiata una rissa che ha visto contrapposti detenuti di nazionalità tunisina a quelli di origine albanese. Le violenze sono state replicate, intorno alla 13.30, nello stesso luogo. Il bilancio della mega rissa: una decina di detenuti contusi e feriti lievemente ed un detenuto gravemente ferito al volto, praticamente sfigurato. Nell’occasione sono state usate armi rudimentali, tra cui alcune lamette”.

A darne notizia è Fabio Pagani, segretario regionale Uil Penitenziari della Liguria, che aggiunge : “ Questa ennesima rissa preoccupa soprattutto per i livelli di violenza e per le conseguenze che potrà generare. E’ possibile, infatti, che nonostante la divisione fisica, con callocazione in sezioni diverse, i detenuti possano sfruttare altre occasioni per confrontarsi e fronteggiarsi con brutalità. E la polizia penitenziaria non ha i mezzi e le risorse per ontenere queste violenze. Ancora una volta – continua – siamo costretti a denunciare il grave sovrappopolamento di Marassi, che conta 780 detenuti, a fronte dei 450 che sarebbe possibile ospitare in condizioni di normalità”.

“Tra l’altro l’annunciato ripristino di un piano in prima sezione e di un altro piano in quarta sezione, porterà l’istituto, entro due mesi, ad ospitare circa 850 detenuti. Marassi – chiude preoccupato il segretario regionale – è ormai un inferno per il personale di polizia penitenziaria, che con professionalità riesce a limitare i danni e contenere la deriva violenta. Ma fino a quando sarà in condizione di farlo? E’ ora che i vertici dipartimentali intervengano concretamente per fronteggiare l’emergenza, prima che accada qualche tragedia. A Marassi mancano 160 agenti penitenziari. Il personale in servizio è stanco, demotivato e sfiduciato. Nonostante questo continua ad assicurare i servizi con sacrifici e carichi di lavoro insostenibili. Ma non sarà sempre possibile chiedergli di gettare il cuore l’ostacolo. Di questo sia consapevole il DAP, perché siamo prossimi ad alzare bandiera bianca. E la resa della polizia penitenziaria di Marassi è la resa dello Stato alla protervia ed alla violenza criminale”