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Anci Liguria: presentati emendamenti e osservazioni al Ddl Comunità Montane, soddisfatto Vinai

Liguria. Una delegazione composta dai Vice Presidenti Giuseppe Costa, Rosario Amico, e dal segretario di Anci Liguria, Pierluigi Vinai, ha presentato in Commissione Affari Istituzionali una serie di osservazioni e di emendamenti frutto del lavoro di Anci insieme ai comuni interessati e alla stessa Regione al disegno di legge relativo alla soppressione delle Comunità Montane.

Le osservazioni e gli emendamenti riguardano le risorse e la loro distribuzione, il personale, ed i servizi dopo il 30 aprile prossimo. A questo proposito, nel disegno di legge regionale sono predisposti specifici aiuti per le forme associative negli anni a cavallo della riforma – cioè tra il 2011 e il 2012 – mentre a partire dal 2013 il sostegno riguarderà solo l’Unione dei Comuni.

“E’ un processo non semplice su cui pesano l’incertezza normativa e i pesanti tagli dell’ultima manovra finanziaria che vanno a penalizzare soprattutto i piccoli enti, ma se la Regione rispetterà gli impegni presi con ANCI, i Comuni saranno pronti ad affrontarlo. Abbiamo chiesto poche regole ma flessibili e, soprattutto, concertate” commenta Antonino Oliveri, coordinatore regionale della Consulta dei Piccoli Comuni Anci.

E’ in emanazione il D.p.c.m. governativo, mente la Regione dovrà sviluppare la fondamentale legge sul federalismo istituzionale, in cui si determineranno gli ambiti ottimali.

Spiega Vinai: “Nell’incontro con la Commissione regionale abbiamo chiesto garanzie affinché la somma di 1,5 milioni di euro, messa a disposizione dalla Regione Liguria, sia effettivamente destinata per intero allo sviluppo delle forme di gestione associata delle funzioni comunali e che per gli esercizi successivi sia garantito analogo sostegno. Inoltre, per salvaguardare questi fondi, è necessario assicurarsi che i Comuni destinatari siano realmente montani e bisognosi di sostegno”.

Un altro tema importante su cui Anci ha insistito è quello relativo ai comuni che devono creare nuovi servizi associati e al passaggio dei lavoratori delle ormai ex comunità montane: “Per questo abbiamo chiesto l’inserimento normativo di deroghe in materia di assunzione del personale” dice ancora Vinai.

Anci Liguria ha proposto anche un emendamento dedicato alle funzioni in materia di difesa del suolo nel quale si esplicita il trasferimento delle relative competenze già in capo alle Comunità Montane alle Province e, nel contempo, si rende necessario prevedere il coinvolgimento dei Comuni della definizione delle priorità d’intervento nell’ambito della programmazione annuale delle Province.

Quello nei confronti della Regione sul tema del post comunità montane è un lavoro di ‘mediazione’ per conto dei Comuni che Anci d’ora in avanti dovrà svolgere sistematicamente: “Con l’avvio del federalismo municipale, che obbliga gli enti a ricoprire ulteriori competenze e ad avere maggiori responsabilità, Anci assume un ruolo nuovo nei rapporti tra i comuni e le Province e la Regione, con l’obiettivo di realizzare leggi regionali che soddisfino gli enti e i cittadini” spiega Beppe Costa, vice presidente di Anci Liguria.

“Anci deve costruire proposte omogenee che tengano conto di tutti gli associati. In questo senso la collaborazione tra Anci e Regione è fondamentale per costruire leggi di successo. La Regione, infatti, non ha rapporti diretti con i cittadini, cosa che invece è lavoro quotidiano dei comuni. Per questo Anci può farsi ‘collettore’ delle esigenze comunali e tramite verso la Regione su temi quali le comunità montante, le competenze comunali, la legge sul commercio, l’Ato (Ambito Territoriale Ottimale del Ciclo Idrico Integrato), il turismo etc.”