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Economia

Aeroporto di Genova tra crisi e privatizzazione, Arato: “La sfida riguarda istituzioni e cittadini”

Genova. Tra scioperi, proteste e inaugurazioni di nuove rotte, l’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova va avanti.

In occasione della conferenza stampa della compagnia aerea Ryanair dove è stato annunciato il nuovo collegamento da Genova per Bruxelles (Charleroi), Marco Arato, presidente di Aeroporto di Genova S.p.A., traccia un bilancio dello scalo ligure.

“Certamente la nuova sfida riguarda non solo l’aeroporto, ma tutti i liguri. Le istituzioni devono fare un marketing territoriale per far conoscere questa regione in Europa. Inoltre tutti i nostri cittadini devono essere coinvolti perché gli aerei che arrivano e partono da Genova hanno un coefficiente di riempimento  medio più basso che in altri aeroporti”.

Aeroporto marginale? Di sicuro il Cristoforo Colombo non può vantare stime da Fiumicino o Malpensa.

“Noi quest’anno abbiamo avuto tra i 600 e gli 800 mila sedili vuoti su voli esistenti – prosegue Arato – quindi il margine di miglioramento c’è e i vettori non sono mai soddisfatti perché vorrebbero il 100%”.

A peggiorare la situazione anche la crisi del Nord Africa che da alcuni mesi sta facendo calare il numero dei voli.

“La crisi del Nord Africa ha portato un rallentamento e uno slittamento dei charter sul Mar Rosso – continua il Presidente dell’Aeroporto –  Ora la situazione sta lentamente migliorando, soprattutto se parliamo di Egitto, però questo rallentamento si è fatto sentire. A gennaio contavamo il + 20% mentre il mese scorso solo il 17%”.

Ma a minacciare e ostacolare la crescita dello scalo genovese c’’è anche la spinosa questione della privatizzazione, mal digerita da dipendenti e sindacati. Già mercoledì 23, infatti, è previsto un ulteriore sciopero.

“Sono contestazioni relative al progetto di privatizzazione non contro la nostra società di gestione – spiega Arato – Spero che il dialogo con il sindacato vada avanti e si possa scongiurare questo sciopero. Ci tengo però  a precisare che la privatizzazione non deve creare timori per i dipendenti perché  noi non abbiamo esuberi anzi abbiamo stabilizzato i precari che avevamo. Inoltre  – conclude – sono a conoscenza che il bando di gara da delle garanzie occupazionali molto solide”.