Unità d’Italia, Barani: “Per Bolzano sono morti 600mila italiani, dovrebbero onorarli” - Genova 24

Unità d’Italia, Barani: “Per Bolzano sono morti 600mila italiani, dovrebbero onorarli”

Lucio Barani

Genova. Il tesoriere nazionale del Nuovo Psi, il parlamentare Lucio Barani, stamani a Genova per un convegno, ha voluto esprimire il proprio parere riguardo ai festeggiamenti per i 150 anni dall’Unita d’Italia. “Il 17 marzo – ha affermato –  si deve festeggiare l’unità d’Italia lavorando e andando a scuola con lezioni e assemblee sull’unità nazionale. Deve essere un giorno di riflessione nazionale”.

Barani ha poi voluto commentare  la presa di posizione del presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, il quale ha recentemente dichiarato: “Non avrebbe senso che la Provincia di Bolzano, intesa come istituzione pubblica, partecipasse alla celebrazione di questa ricorrenza. La storia del legame tra la nostra terra e l’Italia non risale al 1861, ma molto più tardi, ovvero al primo dopoguerra e a tutto ciò che è accaduto a cavallo tra i due conflitti bellici. La mia sensibilità di appartenente alla minoranza austriaca in Italia, su questo tema, è differente rispetto a quella di un mio concittadino italiano, e mi auguro che ci sia una comprensione reciproca. Noi ci sentiamo una minoranza austriaca e non siamo stati noi a scegliere di far parte dell’Italia. Non mi sembra il caso di festeggiare e posso dire che non è una questione etnica e non vogliamo offendere nessuno. I 150 anni per noi non rappresentano soltanto Garibaldi ed i moti di fine Ottocento ma ci ricordano la separazione dalla nostra madrepatria austriaca. Noi non abbiamo fatto iniziative per favorire l’Unità d’Italia come altre regioni. Non volevamo nel 1919 e non volevamo nel 1945. Successivamente abbiamo accettato il compromesso dell’autonomia amministrativa”.

Secondo Barani: “Bolzano ha tutte le anomalie di chi da decenni non si sente italiano. Parlano un’altra lingua, si esprimono in un altro modo e ritengono che il sacrificio fatto dai nostri nonni sul Piave nella Prima Guerra sia stato un’annessione. Questo è brutto perché per la loro liberazione sono morti 600mila italiani, in onore di tale sacrificio dovrebbero festeggiare”.