Unione dei Comuni, assessore Barbagallo: “Deve nascere dal basso, prioritarie risposte a personale e servizi” - Genova 24
Economia

Unione dei Comuni, assessore Barbagallo: “Deve nascere dal basso, prioritarie risposte a personale e servizi”

Giovanni Barbagallo - Assessore allo sport

Regione. Prima un’associazione di enti, poi la vera e propria Unione dei Comuni. L’assessore regionale all’agricoltura Giovanni Barbagallo frena i campanilismi che sembrano emergere dal riordino delle Comunità Montane dettato dal collegato alla legge finanziaria ligure. “Il problema degli ambiti territoriali non si pone immediatamente – spiega l’assessore – Noi come Regione abbiamo dato l’incarico a Liguria Ricerche di individuare e scegliere gli ambiti, ma le Unioni dei Comuni devono nascere dal basso. Sono gli enti e i loro rappresentanti che possono decidere organizzativamente. L’esperienza insegna che si associano i Comuni limitrofi, ma non deve essere necessariamente così. Questa nuova linea consente ai territori, partendo dalla base, di mettersi insieme, fare sistema e nel concreto creare il soggetto sovracomunale che erediterà le funzioni sinora svolte dalle Comunità Montane”.

Con la soppressione delle Comunità Montane dal primo maggio, il disegno di legge regionale vuole incentivare le forme di associazionismo municipale mettendosi al passo con il resto della penisola. “E’ un tipo di organizzazione – precisa l’assessore Barbagallo – prevista con il decreto Tremonti ma anche da normative precedenti per mettere insieme alcuni servizi svolti singolarmente dai Comuni, come anagrafe, catasto, piano regolatore, biblioteca e via dicendo. Sino ad oggi solo tre Regioni, cioè Liguria, Basilicata e Valle d’Aosta avevano un sistema organizzativo basato sulle Comunità Montane; nel resto d’Italia, comprese le Regioni più all’avanguardia, da tempo ci sono Comuni associati che gestiscono funzioni prima espletate singolarmente”.

“Come amministrazione regionale vogliamo che l’Unione dei Comuni sopperisca alle funzioni dei vecchi enti sovracomunali montani – spiega Barbagallo – e traguardi l’obiettivo che la legge finanziaria impone ai Comuni sotto i 3000 montani e sotto i 5000 tutti di mettere in condivisione determinati servizi”.

Emergono giù opposte visioni di metodo. Da una parte c’è chi vuole riunire tutti i Comuni in un’Unione indivisa, dall’altra si vuole crare una redistribuzione dei servizi in più ambiti. “Occorre verificare questa fase di riordino e di razionalizzazione – afferma l’assessore regionale – Prima cercheremo di dare una risposta al personale e alla collocazione dei servizi, quindi valuteremo la volontà politica degli amministratori locali. I Comuni possono in un primo momento associarsi e poi formare le Unioni. Ma non è calando dall’alto questo nuovo soggetto sovracomunale che si risolvono i problemi”.

“Le funzioni in materia di vincolo idrogeologico le assegneremo ai Comuni o anche in convenzione con la Provincia, lasciando libertà organizzativa, mentre le competenze su agicoltura, economia montana e forestale e antincendio boschivo le gestiremo direttamente come Regione” conclude l’assessore Barbagallo.