“Se non ora quando”: Briano, Fusco, Paita e Rambaudi in piazza - Genova 24
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“Se non ora quando”: Briano, Fusco, Paita e Rambaudi in piazza

Genova. “Siamo di fronte all’ennesima gravissima vicenda di degrado istituzionale e politico. Dal mondo femminile c’è una reazione forte e trasversale che chiede considerazione e rispetto di sé, della dignità e libertà, ottenute con il contributo di tante generazioni di donne e uomini che hanno costruito la nazione democratica”. Queste le parole degli assessori regionali Renata Briano, Marylin Fusco, Raffaella Paita e Lorena Rambaudi, che domanbi aderiranno alla manifestazione “Se non ora quando”.

“Aderiamo con convinzione e saremo presenti nelle nostre piazze per difendere questi valori poiché da sempre lavoriamo con l’obiettivo di traguardare una vera rivoluzione delle donne. Ci interessa in tale sede porre alcune riflessioni sulla situazione femminile e, citando Umberto Veronesi, sul bisogno di un ‘futuro delle donne’, indispensabile per un moderno progresso della civiltà”. Hanno continuato le rappresentanti regionali.

“L’aspetto più preoccupante è il compimento di quella mutazione genetica della società, perseguita con metodo scientifico attraverso una sistematica alterazione dei poteri e degli equilibri dello Stato, un sistema mediatico pervasivo e lo snaturamento dei nostri valori di etica pubblica – continuano – Tutto è ribaltato: la percezione, la verità, i principi. Ma il primo ribaltamento sta nel ruolo della famiglia, che rinuncia a esercitare una funzione educativa e si palesa come un nucleo disperato dove la funzione di genitori e figli è confusa e debole. In questo scenario, è ovvio quanto conti l’affermazione della donna nella nostra società”.

Secondo gli assessori il primo punto riguarda il problema molto italiano della meritocrazia, che rende ancora più arduo l’incontro tra donne e lavoro. In secondo luogo, in Liguria ed in Italia, non ci sono ancora le condizioni concrete per favorire l’emancipazione femminile.

“È necessario riscrivere un patto sociale del quale molto spesso le stesse donne sono state implicitamente complici: siamo una regione di mogli, di mamme e, soprattutto, di nonne e bisnonne. E le famiglie liguri si reggono su di loro – spiegano – Rompere questo ‘accordo non scritto’ significa per le Istituzioni fare i conti con una domanda crescente di servizi di assistenza all’infanzia e alla vecchiaia, che consentano alle donne di emanciparsi da un ruolo antico e di ripartire con gli uomini la responsabilità dei doveri familiari”.

Nella passata legislatura Claudio Burlando e la sua Giunta hanno lavorato in questa direzione: sono stati aumentati i posti nei nidi e nelle sezioni primavera (per garantire un servizio al 25% della popolazione ligure nella fascia 0-3 anni).

“L’istituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza, unito all’incremento delle residenze per gli anziani, ha rappresentato un forte sostegno alla famiglia e nello specifico alle donne che si trovano ad affrontare questo carico nell’ambito del loro nucleo – – dicono – Queste importanti conquiste oggi risultano essere ‘a rischio’ per il disimpegno del Governo sul tema del welfare e, quindi, ancora molto resta da fare. Per esempio: agire sugli orari degli asili oltre che sul numero di posti, pensare a una cassa integrazione femminile, dare priorità allo sviluppo di impresa al femminile, favorire una presenza di donne nei CDA delle aziende”.

“La politica ha il compito di trovare risposte a questa situazione. Dobbiamo reagire e contribuire a riscattare l’Italia da questa fase cupa, impegnandoci nel lasciare qualcosa di noi che costituisca un miglioramento per la vita delle generazioni future – concludono – Il nostro invito è rivolto a tutte le donne che operano nelle Istituzioni, a partire dalla Presidente della Commissione ‘Pari Opportunità’, ad avviare un approfondimento di merito su questo tema per elaborare una strategia comune e trasversale. La possibilità di affrontare e vincere questa crisi culturale ed economica passa anche e soprattutto da qui: la libertà e il talento delle donne rappresentano la vera risorsa culturale della Liguria e del Paese nel prossimo futuro”