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Scarpino, Casale (Amiu): “Gassificatore necessario, Genova mai come Napoli” foto

Genova. “La soluzione impiantistica è complementare alla raccolta differenziata: in tutta Europa si fa circa il 50% di differenziata, il 45% di trattamento impiantistico, e il 5% invece va in discarica. Noi dobbiamo migliorare la differenziata che ha superato il 30% a fine 2010 e dobbiamo dotarci dell’impianto, senza di esso non è possibile completare il ciclo di rifiuti”. Così il presidente Amiu, Riccardo Casale, alla presentazione del cronoprogramma del gassificatore di Scarpino.

Quanto alle contestazioni degli abitanti che ritengono il gassificatore inutile e dannoso, Casale ha negato di aver incontrato opposizioni: “Come questo ce ne sono a decina, anzi a centinaia se consideriamo quelli più impattanti, è costoso come altri impianti industriali, ma serve alla città – ha ribadito il presidente Amiu Riccardo Casale – per chiudere il ciclo rifiuti e metterci definitivamente al sicuro da situazioni in futuro disastrose come adesso è quella di Napoli e Palermo”.

Il gassificatore per rifiuti solidi urbani di Scarpino rispetterà le regole dettate dall’Unione europea in tema di inquinamento, quindi non potrà produrre diossine (sottoposte a cracking alla bocca del camino) e le polveri sottili saranno inferiori ai limiti fissati i risultanti della termovalorizzazione saranno composti da resine non liscivabili e inerti che potranno essere utilizzati come materiale di riempimento e quindi anche venduti per la bitumazione delle strade.
Per quanto riguarda fumi, sarà ridotta del 30% l’emissione di gas climalteranti. Pronto per il 2015 costerà 244 milioni di euro tramite project financing. Al bando, con base d’asta di 6,8 mln di euro si sono presentati cinque gruppi d’impresa: Agno (Svizzera), Mannheim (Germania), Genova, Milano e Modena.

Dopo che la commissione di esperti tra cui il Politecnico di Milano, Enea e Università di Genova, vaglierà le offerte: una volta affidato il progetto nel 2012 partirà la gara per la progettazione esecutiva e quindi, previa valutazione di impatto ambientale della Regione Liguria, i lavori per la creazione del complesso. In questo modo Genova avrà un impianto a caldo per i materiali solidi, le scorie prodotte saranno inerti e riciclabili nel bitumato per asfalti, e uno a freddo per il biologico, diventando autonoma nel ciclo dei rifiuti. “E’ un’assicurazione per la città: Genova non finirà mai come Napoli” ha chiosato il presidente Amiu, Casale.

Alberto Maria Vedova – Tamara Turatti