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Sanità, sindacati contro Regione: “Risparmio solo sulle spalle di lavoratori e cittadini” foto

Regione. “Siamo fortemente preoccupati: abbiamo rotto le relazioni sindacali con la regione Liguria non per volontà di Cgil Cisl e Uil ma perchè assolutamente inascoltati dalla Regione in una fase estremamente delicata per la sanità in cui sarebbe opportuno organizzare le risorse e invece vediamo una serie di atti inconsulti con un eccesso di spesa per voci incomprensibili, come aumentare risorse per i dirigenti Asl3 o vendere immobili per andare in affitto”. I sindacati uniti, in vista della manifestazione in programma venerdì in piazza De Ferrari, chiedono a gran voce e al più presto un tavolo di confronto con l’assessore Montaldo per fare chierezza e risolvere i nodi alla base della protesta.

“Stiamo assistendo a una fase di riorganizzazione importante – spiega Lella Trotta, segretario confederale Uil Liguria – a fronte di un blocco delle assunzioni, soprattutto del personale addetto alla assistenza, che ci preoccupa molto. Poi c’è da risolvere la questione del fondo per la non autosufficienza, bloccato a livello nazionale e regionale. Vogliamo sapere a quanto ammontano i residui degli anni passati e la disponibilità per il 2011. Non si possono fare pagare situazioni di crisi ai più deboli, come anziani e disabili. A fronte di tutto questo i sindacati non sono coinvolti né si niente conto di quel che lamentiamo da mesi. Che ci fossero troppi primari lo diciamo da sempre, ma la Regione ne prende atto solo quando a dirlo sono gli esperti, naturalmente a pagamento. Sulla categoria c’è un problema importante: non sono ancora state date risorse per il ccln del 2008 e in più ci sono partite da chiudere dal 2003 – conclude Trotta – Il risparmio sulla sanità si sta facendo sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini”.

“Siamo consapevoli delle attuali difficoltà finanziarie della Regione per la riduzione del Fondo sanitario 2011 e per il rientro dal buco di bilancio, ma questo non giustifica una politica sanitaria inadeguata con programmi sostanzialmente virtuali”. Il dito punta dritto contro l’osteggiato trasferimento Evangelico-Voltri: “La legge stabilisce che 700 partorienti sia il minimo stabilito perchè un reparto di ginecologia e ostetricia abbia efficienza e qualità – sottolinea la sindacalista Uil – Noi siamo convinti che spostare la maternità dall’Evangelico a Voltri non porterà tutti quei parti necessari per far funzionare bene il reparto di Voltri. Ci chiediamo quindi il senso di questa operazione, non si può abbandonare una fetta di servizio sanitario nazionale e semiprivatizzarlo. Dobbiamo chiarire e approfondire con la Regione – conclude Trotta – perchè la natura di questa operazione ora è incomprensibile”.