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Rubygate, stralciata la posizione di Silvio Berlusconi

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La posizione di Silvio Berlusconi nell’ambito dell’indagine milanese sul caso Ruby è stata stralciata da quelle dei coindagati Lele Mora, Emilio Fede, Nicole Minetti e altre due persone, in vista della richiesta di giudizio immediato che la Procura formalizzerà domani. Ad annunciarlo in una nota è il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati: “Con riferimento al procedimento numero 55781/2010 – si legge – ai fini di una puntuale informazione si comunica che in data odierna, in vista delle ulteriori determinazioni relative all’esercizio dell’azione penale, si è proceduto allo stralcio e alla formazione di un autonomo fascicolo processuale con il numero 5657/2011 nei confronti di Silvio Berlusconi”.

Bruti Liberati aveva già reso nota la decisione della Procura milanese di richiedere domani il giudizio immediato per il premier indagato per concussione e prostituzione minorile nell’ambito del caso Ruby. Oggi, aveva spiegato il capo della Procura milanese, i magistrati si incontreranno un’ultima volta per “una riunione conclusiva sugli aspetti procedurali”.

Entro sera, quindi, gli inquirenti deciderano una volta per tutte se chiedere il giudizio immediato per entrambe le contestazioni mosse al premier o se procedere per il solo reato di concussione rimandando ad una citazione diretta in giudizio la contestazione di prostituzione minorile. Ma a quanto pare la richiesta di rito immediato che i giudici si apprestano a formulare al gip riguarderebbe entrambi i reati contestati a Berlusconi, almeno stando all’ipotesi che circola negli ambienti giudiziari quando orami il conto alla rovescia per le richieste dei magistrati sta per finire. Fino ad oggi l’ipotesi prevalente era che la procura separasse il reato di concussione, per il quale procedere con un’immediato, da quello di prostituzione minorile che richiede una citazione diretta a giudizio. Un orientamento che però che non avrebbe convinto tutti i magistrati impegnati nel caso Ruby.

La prassi consolidata, infatti, non esclude di poter tenere uniti i due reati stabilendo che il reato più grave, in questo caso la concussione, ‘attragga’ quello minore, la prostituzione minorile. Nell’indagine, in ogni caso, ha confermato Bruti Liberati, non c’è nessuna seconda parte lesa. Iris Berardi, la giovane che, ancora minorenne, si fermò la notte a Villa San Martino, quindi, non sarà considerata dagli inquirenti milanesi come parte offesa. Sulla posizione di questa seconda ragazza gli accertamenti dei magistrati, evidentemente, non hanno portato a una possibile seconda contestazione di prostituzione minorile a carico del presidente del Consiglio. Il procuratore capo ha quindi ribadito che per ora le procure di Milano e Napoli procedono “con due inchieste separate”. e non c’è stato nessun vertice tra gli inquirenti. Le notizie relative alle indagini condotte a Napoli, precisa poi Bruti Liberati “le leggo sui giornali”.