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Economia

Rilancio Aeroporto, Pd: “Investimenti privati, controllo pubblico e salvaguardia occupazione”

Genova. “Sulla vicenda dell’aeroporto di Genova sentiamo l’esigenza di uscire da un dibattito piuttosto datato, molto ideologico e del tutto astratto, tra privatizzazione si o privatizzazione no. Visto che sull’argomento ci vengono attribuite, a torto, divisioni preventive, ci pare opportuno fare chiarezza e indicare i punti per noi importanti”. Lorenzo Basso, segretario regionale, Giovanni Lunardon vicesegretario regionale, Victor rasetto, segretario provinciale e i tre capugruppi in Regione, Comune e Provincia, Nino Miceli, Marcello Danovaro e Gabriele Gronda stilano un’unica visione sulla vicenda aeroporto.

Innanzitutto l’obbligo di legge: “La così detta privatizzazione – scrivono – o per meglio dire la cessione integrale delle quote ad oggi detenute dall’Autorità Portuale non rientra tra le libere scelte di quest’ultima, ma rappresenta un preciso vincolo imposto dalla Legge 84/94 sui Porti, reso ancora più stringente dalle misure della Finanziaria 2008 e dalle disposizioni del Ministero”.

Secondo: la mancanza di fondi pubblici: “Il punto mai emerso fino ad ora ma che in realtà è centrale è il fatto che l’Aeroporto di Genova per sopravvivere e a maggior ragione per crescere ha bisogno di una forte politica di investimenti che oggi i soci pubblici, soprattutto dopo i tagli tremontiani, non sono in grado né di reperire né di garantire. Pertanto in assenza di investimenti privati sarebbero le potenzialità dello scalo, oggi solo parzialmente espresse, a soffrirne e con esse i lavoratori. L’ingresso di un socio privato quindi non serve solo ad ottemperare alla legge o peggio a fare cassa, ma a garantire un futuro all’aeroporto e ai lavoratori, che in caso contrario sarebbe fortemente a rischio.

Terzo: la salvaguardia dell’interesse pubblico su cui “il PD sta lavorando in queste ore, attraverso i suoi rappresentanti nelle Istituzioni, per rafforzare i requisiti, gli strumenti e le azioni presenti nel bando che consentano di assicurare la massima garanzia dell’interesse e della governance pubblica”.

Ciò vuol dire agire su tre temi fondamentali – specificano gli esponenti Pd – Sancire a chiare lettere nel bando una clausola sociale che assicuri il mantenimento dei livelli occupazionali e contrattuali per i lavoratori con anche meccanismi premiali per il socio acquirente che consentano di accrescere l’occupazione. Rafforzare i poteri di controllo del pubblico e da ultimo consentire, dopo l’ingresso del socio privato, la possibilità ai soci pubblici, rappresentativi degli enti territoriali, di disporre di una quota di partecipazione agli asset societari che rafforzi la presenza della parte pubblica, che, dopo l’uscita dell’Autorità portuale, farebbe capo alla sola Camera di Commercio. Gli Enti si stanno muovendo in questa direzione. Noi li sosterremo, mettendo al centro di questo difficile passaggio l’urgenza di nuovi investimenti per la crescita dell’Aeroporto e la massima salvaguardia dei diritti e dei livelli occupazionali – concludono – con la ferma volontà di rilanciare uno strumento fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio”.