Rapallo, Antonella Cerchi (Pd): “In piazza per rivendicare la dignità di donne soggetto e non oggetto” - Genova 24
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Rapallo, Antonella Cerchi (Pd): “In piazza per rivendicare la dignità di donne soggetto e non oggetto”

antonella cerchi, pd rapallo

Rapallo. Anche Antonella Cerchi, Pd Rapallo, sarà in piazza domani a difesa della dignità della donne ed esprime la sua rabbia nei confronti dell’attuale situazione raccontando la storia di eroine, donne forti e fiere, che combatterono per la libertà.

“Rosa Godani, Cesira Brendani, Laura Sottanis, tre donne, tre contadine di Godano, Sesta Godano in Val di Vara – racconta Antonella Cerchi – Un paese bruciato dagli Alpini della Monterosa, i muri delle case, della mia casa ancora sprigionano quello strano odore a ricordo di un tempo mai passato.
La Rosinin, la Cesira, la Laurinna vestite di nero che raccontano a me, bambina non ancora adolescente, cos’è stata la guerra per loro. I figli nei partigiani, in giro per quei boschi, le armi in mano, chissà quanto consapevoli di quello che facevano, ma intanto lo facevano”.

“Loro nella vita di sempre, stalla, animali, campi, casa con giornate che iniziavano e finivano con il sole. Eppure capirono di essere donne e madri quando vennero rinchiuse, torturate e dico io, forse violentate perché così si usa con le donne. Quegli uomini volevano sapere dov’erano i loro figli, volevano un tradimento inumano. Quelle mani nodose distorte dalla fatica e dall’acqua gelida in cui per secoli avevano lavato, diventavano sempre più nervose ed agitate quando sceglievano le parole giuste in un dialetto che ho nel sangue, per non ferire una bambina – continua – Io intuivo, io sapevo e sentivo la loro sofferenza e il loro orgoglio raffigurato in una medaglia d’oro. Hanno subito, non hanno mai dimenticato nemmeno nell’abbraccio dei loro figli, alla fine della guerra quando anche loro sono tornati nella vita di sempre, stalla, animali, campi, casa con giornate che iniziavano e finivano con il sole”.

Le donne partigiane combattenti furono 35 mila (27), mentre 70 mila fecero parte dei gruppi di difesa della donna; 4.653 di loro furono arrestate e torturate. 2.750 furono deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento; 15 vennero decorate con la medaglia d’oro al valor militare.

“Con Rosa, Cesira, Laura nel cuore domani sarò in Piazza a Genova a rivendicare questa eredità di donne forti, di donne vere, di donne soggetto e non donne oggetto – conclude Cerchi – dobbiamo urlare, far sentire la nostra voce per dire no a tutto quello che sta accadendo. In questo modo sta diventando anche sempre più difficile dare modelli educativi giusti ai nostri ragazzi”.