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Protesta Fincantieri Riva: lunedì manifestazione e incontro con il Prefetto

Genova. Non si placa l’onda di protesta sollevata dalle parole del Ministro Romani che solo l’altro ieri aveva paventato un ridimensionamento dello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, salvo poi smentire ieri attraverso la telefonata con il presidente Burlando: “Nulla è stato deciso”.

Dopo il blocco dell’Aurelia ieri mattina e le visite “istituzionali” di oggi, i lavoratori di Riva Trigoso manifesteranno lunedì 21 febbraio 2011 alle ore 16.30 in piazza De Ferrari. Alcuni pullman partiranno nel primo pomeriggio dal Cantiere di Riva per raggiungere il capoluogo ligure dove, alle 17,30 è previsto un incontro tra le rappresentanze sindacali e la rsu con il Prefetto di Genova e i parlamentari liguri. L’incontro, richiesto da Fiom Cgil Fim Cisl Uilm Uil, serve a far luce e ottenere rassicurazioni circa il futuro del Cantiere a seguito di quanto dichiarato dal Ministro Romani.

La notizia degli investimenti che dovrebbero arrivare su Riva infatti se da un lato è da ritenersi positiva, dall’altro non sgombra il campo dalle notizie che in questi mesi si stanno rincorrendo circa un drastico ridimensionamento del cantiere del Tigullio. All’incontro di lunedì, parteciperà tra gli altri Alessandro Pagano Coordinatore Nazionale FIOM Cgil per il settore della Cantieristica: “Se l’investimento annunciato oggi riguardante l’acquisto di una nuova gru per il cantiere navale di Riva Trigoso si rivelerà un fatto concreto, andrà letto come il risultato della mobilitazione dei lavoratori effettuata in questi giorni in difesa del cantiere e in risposta all’annuncio ufficiale della sua chiusura, fatto dal Ministro in Parlamento, nella giornata di mercoledì scorso” che sottolinea come “Il loro attaccamento alla fabbrica e la determinazione dimostrata andrebbero maggiormente rispettate. Basta con questo sistema di annunci alla stampa, telefonate alle istituzioni e indiscrezioni informali. Il confronto sul futuro di Fincantieri e sul rilancio delle attività in tutte le sedi e cantieri deve immediatamente ritornare nelle sedi opportune, così come da noi richiesto su mandato degli stessi lavoratori. Sia convocato urgentemente il tavolo nazionale”.