Problema alloggi, Cgil: “Incentivare il mercato degli affitti a prezzi compatibili” - Genova 24
Economia

Problema alloggi, Cgil: “Incentivare il mercato degli affitti a prezzi compatibili”

affitti

Genova. L’affitto è diventato ormai quasi insostenibile per la stragrande maggioranza dei cittadini ed è arrivato a divorare circa il 50-70 per cento del reddito medio. Secondo la Cgil, quindi, diventa sempre più necessario rilanciare una politica abitativa che non sia limitata a incentivare la proprietà, ma che guardi e aumenti l’offerta nel mercato dell’affitto. Il sindacato infatti, in un’analisi del dipartimento Ambiente e Territorio nazionale, denuncia ”la mancanza di misure adeguate per sostenere il mercato dell’affitto, mentre è concreto il rischio di povertà per chi acquista un’abitazione”.

Anche Genova, come tutte le grandi città, anzi forse più di altre città, viste certe sue caratteristiche particolari, risente di questa problematica. “La situazione è drammatica e il numero di sfratti per morosità, soprattutto in questo periodo di crisi, sta aumentando notevolmente – spiega Patrizia Avellani della segreteria della camera del lavoro di Genova – sono sempre di più le persone che non riescono a pagare l’affitto”.

Nel capoluogo genovese i prezzi delle locazioni sono “astronomici”. “Per questo molte persone sono costrette a vivere numerose in un unico appartamento – continua Avellani – si tratta principalmente di extracomunitari e studenti. Queste due categorie, inoltre, si trovano molto spesso alle prese con affitti in nero. Fenomeno preoccupante perché difficile da registrare”.

La situazione può risultare ancora più assurda se si pensa che gli alloggi sfitti a Genova sono migliaia. “Si parla di circa 14mila o 15mila abitazioni chiuse tutto l’anno, di cui nessuno può usufruire – spiega Avellani – a risentire molto di questa situazione sono i giovani, soprattutto quelli con un lavoro precario, per cui l’elemento casa diventa sempre di più una difficoltà”.

Per non parlare degli alloggi popolari. “Le domande sono in continuo aumento, come quelle per il sostegno all’affitto, ma purtroppo, con i tagli previsti dal Governo, anche le diverse misure attualmente messe in atto con il Comune per venire andare incontro alle esigenze delle persone, rischiano di diminuire notevolmente per la carenza di risorse economiche – dice Patrizia Avellani – ci sarebbe di nuovo bisogno di edilizia popolare, ma con questa crisi è tutto fermo. Fra l’altro, a Genova, è in aumento la cosiddetta ‘zona grigia’, cioè quella formata da persone che non hanno un redditto basso a tal punto da poter richiedere un alloggio popolare, ma che non riesco a pagare un affitto ‘ordinario’”.

Insomma, le criticità del capoluogo ligure sono tante. Alle 15mila case sfitte, agli affitti in nero e a quelli stratosferici, si aggiunge anche la vecchiaia del patrimonio immobiliare. “Molte persone, magari sole, o nuclei familiari ristretti, vivono in case di proprietà enormi – spiega Avellani – una delle possibile soluzioni sarebbe quella di procedere con il frazionamento degli alloggi e inoltre combattere il fenomeno delle case sfitte, che non vengono sfruttate mai da nessuno”. La Superba ha un ulteriore primato, che non si può certamente considerare positivo, cioè è la città in Italia in cui vengono effettuate più vendite in nuda proprietà. “Proprio a questo proposito – conclude Avallani – bisognerebbe rilanciare e incentivare il mercato dell’affitto e non solo quello della compravendita, come invece accade adesso”.

Dallo studio della Cgil nazionale rilanciare un fitto a prezzi compatibili potrebbe rappresentare una scelta per le famiglie, legata anche a fattori di flessibilità lavorativa e mobilità territoriale, in un paese che continua a vedere incentivi solo per la casa in proprietà. Per il sindacato, infatti, è sempre più concreto il rischio di povertà generato dall’acquisto di un’abitazione.