Genova, privatizzazione aeroporto: i lavoratori in protesta sotto Tursi (fotoservizio) - Genova 24
Cronaca

Genova, privatizzazione aeroporto: i lavoratori in protesta sotto Tursi (fotoservizio)

Genova. Se a ben altre latitudini non stesse accadendo una vera e propria rivoluzione – il riferimento è ovviamente all’Egitto – potremmo titolare “Tursi sotto assedio”. I lavoratori dell’aeroporto stanno infatti protestando con forza davanti alle porte del Comune per la tanto contestata privatizzazione dell’aeroporto. Fumogeni, mortaretti, fischietti usati in maniera costante e assordante. Turisti che passano prima impauriti e poi facendo le fotografie per una protesta condotta in maniera così energica ma civile.

Da una parte, dunque, ci sono ragioni economiche, un aereoporto – appunto il Colombo – che non è mai decollato (mai verbo è stata più calzante!). Lo stato del Colombo è noto, pochi voli in entrata e uscita, poche compagnie che operano nel vettore. I turisti del nord Europa che per andare a visitare le Cinque Terre atterrano a Pisa invece che a Genova. I genovesi che per viaggiare sono costretti a rivolgersi a Pisa, Milano o addirittura Bergamo. Per rilanciare l’aereoporto il Comune ha sostanzialmente alzato le braccia e ha deciso di lasciare il compito ai privati.

I lavoratori dell’aeroporto non possono che essere spaventati da questa eventualità. I loro timori sono giustificati soprattutto dalla poca trasparenza e chiarezza con la quale questo passaggio si sta compiendo. E’ proprio questo il motivo per cui in queste ore, e probabilmente per tutto l’arco della mattinata, protesteranno sotto il Comune cercando di ottenere un incontro con il sindaco o con gli assessori competenti. I lavoratori denunciano che il Colombo sarebbe il primo aeroporto in Italia dato in mano ai privati, con tutte le insidie del caso. Questa è una manovra che potrebbe risultare positiva per l’aeroporto e per tutto l’indotto, se gestita con chiarezza e con l’affidamento a persone capaci di investire sulla città.

In un periodo di crisi come questo, è obbligatorio però che qualsiasi manovra passi innanzitutto dalle garanzie da dare ai lavoratori.