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Piano Amt nei Municipi, Crivello: “La Valpolcevera ha bisogno di ulteriori risposte”

Genova. E’ iniziata la fase interlocutoria nei Municipi: come preannunciato, il piano aziendale Amt sbarca sui tavoli delle amministrazioni municipali, immediati front office per il cittadino a caccia di risposte, soprattutto in tempi di aumento di biglietto e di paventati tagli di linee. Il primo ad aprire le danze è stato il Municipio Valpolcera che proprio oggi in commissione ha affrontato la questione, alla presenza di Federconsumatori e dei sindacati. Come aveva detto nei giorni scorsi Corrado Cavanna, Filt Cgil, d’ora in poi le organizzazioni sindacali affiancheranno i municipi nelle future iniziative, in una sorta di “santa alleanza” per scongiurare tagli e peggioramento dei servizi, soprattutto nei quartieri collinari.

“Oggi è iniziata la fase interlocutoria, ma il 15 febbraio avremo un incontro ufficiale con i sindacati – ha spiegato Gianni Crivello, presidente di Municipio – Mi ha colpito molto la loro prospettiva, non una semplice difesa di interessi dei lavoratori, ma vera e propria analisi di governo. Si può comprendere il disavanzo di bilancio dell’azienda – ha continuato Crivello – e le risposte fin qui date, con l’aumento tariffario e l’accompagnamento dei lavoratori, ma l’impatto del piano industriale non ci ha soddisfatto particolarmente. Amt ha volontà di accellerare i tempi per non aumentare il buco, ma sono scelte delicate e anche se non è previsto il parere dei Municipi, faremo entro breve considerazioni importanti”.

Urge approfondimento soprattutto per le linee collinari e i servizi integrativi, non certo secondari in un territorio particolare come la Valpolcevera. “La sovrapposizione della linea 7 e 8 possiamo accettarla, anche se chiaramente creerà più di un disagio, ma dobbiamo avere risposte da parte di Amt sul conseguente aumento della frequenza per la linea 8, altrimenti far fermare il 7 al capolinea della metro sarà solo controproducente. Così come cercheremo margini di modifica sull’orario notturno. Far partire il primo bus alle 5, in un grande territorio come il nostro, vuol dire vederlo arrivare poco prima delle sei in certi punti: per le persone che vanno a lavorare sarà già tardi. Neanche a noi piacciono sprechi e autobus vuoti, ma ci vuole buon senso ed equibilibrio. L’azienda – conclude Crivello – non può essere un buco nero in perdita, ma non può neanche pensare solo ai ricavi”.

Domani assemblea dei sindacati per decidere la line adella protesta, giovedì pomeriggio tocca al Municipio Media Valbisagno e la sera a quello di Levante.